Provincia / Caserta

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Denuncia di Terra Nostra, intanto Sogesid ultima prelievi

Lo Uttaro, percolato ovunque e bonifica ancora lontana

E il Tar riconosce un maxi-indennizzo a titolari della cava

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Lo Uttaro, percolato ovunque e bonifica ancora lontana
24/02/2014, 16:25

CASERTA - Una vera e propria bomba ecologica, per l’intera comunità casertana, sulla quale è calato un silenzio assordante. Stiamo parlando della discarica di Lo Uttaro, emblema del disastro ambientale della Campania, che, nel corso di 30 anni, ha inghiottito oltre un milione e mezzo di rifiuti. E sebbene sia concreto il rischio che il percolato stia continuando ad inquinare la falda acquifera, si attende ancora l’avvio dei lavori per la messa in sicurezza. Eloquenti, a tal riguardo, le immagini che, in esclusiva, vi proponiamo, dopo esserci calati in uno degli invasi dell’ex cava, che sorge al confine con i comuni di San Nicola la Strada, San Marco Evangelista e Maddaloni. Gli unici che continuano a far sentire la propria voce, denunciando uno scempio che non ha eguali, sono gli attivisti dell’associazione “Terra Nostra”, di cui è presidente Pasquale Costagliola. Soltanto qualche mese fa, si ricorderà, sono stati ultimati i prelievi per la caratterizzazione dei suoli; procedura, questa, indispensabile per capire natura e pericolosità delle sostanze inquinanti presenti nel sottosuolo. Per la messa in sicurezza, c’è un progetto preliminare di Sogesid, ovvero la società in house del ministero dell’Ambiente, che più volte è stato al centro di riunioni di lavoro ospitate al Comune di Caserta. Intanto, nella speranza che gli appelli di associazioni e comitati civici non cadano nel vuoto, va detto che per i proprietari, ossia la famiglia Mastropietro e la società Ecologica Meridionale ad essa riconducibile, la cava di tufo e pozzolana ampliata in più fasi ed adibita a sversatoio continua ad essere una gallina dalle uova d’oro, nonostante non accolga più l’immondizia già dal 2007, allorquando venne sequestrata dall’allora commissario Guido Bertolaso; la quinta sezione del Tar Campania, infatti, ha riconosciuto loro un maxi-indennizzo. La vicenda giudiziaria prende le mosse nel 2012, allorquando la famiglia Mastropietro e la Ecologica Meridionale srl si rivolgono al tribunale amministrativo, lamentando l’illegittimità dell’occupazione delle particelle 40 e 42 delle rispettive proprietà, sancita nel 2007 da un’ordinanza firmata proprio da Bertolaso.

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di Emilio di Cioccio
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