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Sigilli a box e container costruiti nel Parco Nazionale

Lotta al "cemento pazzo". Nuovi sequestri ad Ercolano


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Lotta al 'cemento pazzo'. Nuovi sequestri ad Ercolano
02/02/2010, 11:02

ERCOLANO – Continua la lotta all’abusivismo nel comune di Ercolano. La guerra al “cemento pazzo” porta due nuovi tasselli per l’amministrazione Daniele. Il comando dei vigili urbani del comune degli scavi ha posto i sigilli a box e container in ferro costruiti senza autorizzazione nel Parco Nazionale del Vesuvio. Un sequestro, purtroppo, non nuovo alla polizia municipale. I cantieri abusivi spuntano come funghi nell’area verde vesuviana, protetti da interessi di matrice camorristica. Interessi pestati dalle forze dell’ordine ercolanesi che, negli ultimi due anni, hanno già effettuato quaranta demolizioni. Una prova di forza, che però non è riuscita a fermare il mattone selvaggio. Gli uomini agli ordini del comandante Francesco Zenti, durante il servizio di controllo sul territorio, hanno stavolta smascherato la costruzione, naturalmente senza autorizzazione alcuna, di box auto nell’area verde. Nel cuore del Parco Nazionale, area sottoposta a vincoli paesaggistici, i caschi bianchi hanno anche posto i sigilli a terrazzini abusivi e container in ferro.
“L’abusivismo – commenta il sindaco Nino Daniele dopo l’operazione dei vigili – è una triste realtà del comune di Ercolano. Ma, nella nostra città, l’abusivismo edilizio viene monitorato e represso con costanza”. Una costanza impressa dallo scorso 2009, quando, in seguito a una serie di sequestri a catena, la camorra si fece viva per rivendicare il “maltolto”. Dinanzi la porta di casa del dirigente del nucleo antiabusivismo di Ercolano, fu trovata una testa di maiale con un coltello conficcato nel mezzo. Un segnale raccapricciante, che scosse ma non impaurì l’amministrazione. Da allora i controlli sul territorio si sono intensificati, come riportano i dati sui cantieri messi a sequestro negli ultimi tempi. Su tutti, i sigilli al capannone abusivo di via San Vito. Una struttura che divideva in due parti la strada e che è stata in seguito demolita dai tecnici del Comune. Oggi il nuovo intervento della polizia municipale, stavolta di importanza primaria per la difesa del Parco Nazionale del Vesuvio.

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di Salvatore Formisano
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