Provincia / Caserta

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Ieri la presentazione, presente l’autore che è pm della Dda

L’ultimo bunker, la cattura di Zagaria nel libro di Maresca

Casapesenna, nell’ambito del Festival dell’Impegno Civile

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L’ultimo bunker, la cattura di Zagaria nel libro di Maresca
11/06/2013, 10:26

CASAPESENNA - E’ il 7 dicembre del 2011 quando i telegiornali - nazionali e locali - aprono con una notizia clamorosa: dopo una latitanza durata oltre 16 anni, è stato assicurato alla giustizia Michele Zagaria, primula rossa del potente clan dei Casalesi. Si nascondeva nella sua terra, ovvero Casapesenna, a pochi chilometri da Casal di Principe. Per stanarlo, nel sofisticato bunker che lo ospitava, sono state necessarie ruspe, martelli pneumatici e una gigantesca trivella. A guidare le indagini il pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Catello Maresca, che, per tre anni, ha lavorato ossessivamente per raggiungere questo obiettivo. Con la sua squadra ha raccolto migliaia di informazioni e segnalazioni, ha seguito le tracce più labili, si è calato nella mentalità dei boss latitanti e dei loro complici. È stata una partita sottile, complessa, estenuante: i capi della criminalità organizzata sono astuti e feroci, hanno moltissimo denaro, decine di complici e un efficace sistema di controspionaggio, godono di un immeritato “rispetto” fondato sulla paura che incutono, si avvalgono delle tecnologie più moderne. E “L’ultimo bunker”, scritto a “quattro mani” dallo stesso Maresca e da Francesco Neri, ci fa scoprire come ragionano i boss, come si difendono e dove si nascondono: i loro rifugi sotterranei hanno raggiunto infatti una sofisticazione e un confort sorprendenti, veri status symbol del latitante di lusso. Ci fa partecipare alla vita quotidiana di magistrati, poliziotti e carabinieri. Ci guida passo passo in un'indagine meticolosa ed emozionante. E alla fine scopriremo che a tradire Michele Zagaria sono stati tre indizi minimi, che poteva cogliere solo un investigatore ancora più astuto della sua invisibile preda: una foto scattata da tremila metri d'altezza, tre ricerche su internet apparentemente bizzarre e un maglione della taglia sbagliata. Ieri la presentazione del libro, alla presenza dello stesso magistrato antimafia, nell’ambito del “Festival dell’Impegno Civile”, promosso da Libera e dal Comitato Don Peppe Diana, che ha fatto tappa a Casapesenna.

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di Emilio di Cioccio
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