Provincia / Caserta

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Indagini ancora in corso per identificare altri complici

Macerata Campania, rapinarono gioielleria: tre arresti

Decisive alcune testimonianze e la visione dei filmati

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Macerata Campania, rapinarono gioielleria: tre arresti
29/01/2014, 11:24

MACERATA CAMPANIA - Alle prime ore dell’alba i carabinieri della stazione di Macerata Campania, coordinati dai magistrati della Procura presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare (di cui una in carcere e le restanti due al regime degli arresti domiciliari) nei confronti di due donne ed un uomo; ordinanze che sono state eseguite tra le province di Caserta e di Napoli. I tre arrestati dai militari dell’Arma, nel corso dell’operazione di oggi, sono accusati di una rapina ai danni di una gioielleria di Macerata Campania; rapina avvenuta il 20 novembre del 2013. Entrando più nei dettagli, a finire nel mirino della banda di rapinatori, smantellata dai carabinieri, fu la gioielleria “Momenti d’Oro”, ubicata in corso Umberto I, proprio di fronte alla locale Casa Comunale. Un pomeriggio di terrore per i proprietari dell’attività commerciale di Macerata Campania, che si videro sottrarre gioielli e monili per un valore complessivo stimato in 300mila euro. I provvedimenti sono stati notificati ad Anna Carandente Sicco, 38enne, di Marano, Maria Palumbo, 26enne, di Mugnano, e Ciro Dalizzo, 36enne, di Portico. Le indagini hanno acclarato che furono quattro le persone, fra cui la Carandente Sicco, ad introdursi nella gioielleria come clienti, con il pretesto di visionare dei gioielli, per poi aggredire - armi in pugno - la titolare, usandole violenza, immobilizzandola e legandola con del nastro adesivo. La visione dei filmati dei videoregistratori, nonché l’escussione di alcuni testimoni, ha consentito di individuare il mezzo utilizzato dai rapinatori. Lo stesso è  risultato oggetto di rapina consumata poco tempo prima a Marcianise; la completa e attenta escussione delle due sedicenti vittime della rapina dell’autovettura ha fatto emergere incongruenze tali nella vicenda da far iniziare una più ampia attività di analisi. Ricostruendo i contatti avuti da costoro con altre persone, è stato scoperto uno dei soggetti che aveva materialmente consumato la rapina, identificata poi nella persona di Carandente Sicco, peraltro legata ai giovani “basisti” da rapporti di parentela. Sono in corso ulteriori accertamenti al fine di identificare i complici.

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di Emilio di Cioccio
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