Provincia / Caserta

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Scoperto mentre con complice ruba da cassaforte in casa

Maddaloni, massacra la madre a coltellate: arrestato

La confessione: “Quei soldi ci servivano per la droga”

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Maddaloni, massacra la madre a coltellate: arrestato
18/02/2013, 10:26

MADDALONI - Rovistava nella cassaforte, insieme a un amico, alla ricerca di soldi per acquistare droga. La mamma lo ha scoperto e per questo l’ha uccisa, massacrandola con 30 coltellate. E’ questa la brutta verità emersa 48 ore dopo il ritrovamento del corpo martoriato di Agnese Maria Coscia, 62 anni, nell’appartamento di un elegante condominio di via Brecciame, a Maddaloni. A raccontarla agli investigatori, con impressionante lucidità, è stato proprio il figlio Manlio Spagnuolo, 26 anni, la scorsa notte, negli uffici della Questura. Una confessione confermata dal suo complice, Francesco De Santi, 24 anni, dipendente di una nota pizzeria di Caserta. I due hanno deciso di vuotare il sacco dopo essere stati messi alle strette dagli investigatori che, sin dal primo momento, avevano sospettato di Manlio, che nell’immediatezza del fatto aveva parlato di una rapina sfociata in tragedia, compiuta da tre persone. Nessuna spiegazione, però, sul perché nessuna porta o finestra fosse stata forzata e perché lui fosse stato risparmiato mentre la madre era stata massacrata. Per entrambi è così scattato il fermo su decisione del pm Silvio Marco Guarriello, con l’accusa di omicidio volontario e rapina. I due, detenuti in totale isolamento nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, per evitare eventuali ritorsioni da parte di altri detenuti, compariranno tra due giorni davanti al gip per la convalida del provvedimento. Agli investigatori, pur ripetendo più volte “non dovevo”, Spagnuolo è apparso lucidissimo tanto da raccontare tutto nei minimi particolari e non ha tradito alcuna emozione. “I nostri sguardi si sono incrociati, così non ci ho visto più, ho preso tre coltelli dalla cucina e l’ho colpita oltre 30 volte. Ho deciso di confessare perché per me è caduto un 'credo': mia madre”. Dopo l’omicidio, i due ragazzi si sono cambiati d’abito, hanno preso dalla casa un computer, dell’argenteria e dei preziosi per simulare una rapina; De Santi, dopo aver legato Spagnuolo e avergli dato un colpo in testa, se n’è andato, e poco dopo ha gettato le armi e lo zaino con i vestiti nelle campagne della frazione San Clemente di Caserta, nei pressi di una cava. Gli oggetti sono stati fatti ritrovare poi dallo stesso Spagnuolo. La refurtiva è stata invece nascosta da De Santi nella pizzeria in cui lavora e recuperata dagli inquirenti.

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di Emilio di Cioccio
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