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Marigliano, La Gala (Sel): "scrutatori, norma da rivedere"


Marigliano, La Gala (Sel): 'scrutatori, norma da rivedere'
30/05/2011, 12:05

«In merito alle recenti nomine degli scrutatori, avendo partecipato ai lavori della commissione elettorale quale rappresentante dell’opposizione, debbo rilevare che l’intera vicenda poteva avere presupposti ed esiti differenti. Come in ogni altra circostanza in cui i cittadini discutono di “cosa pubblica” – sono legittime obiezioni, critiche e richieste di chiarimento». Così, Nello La Gala, consigliere comunale di Sinistra, Ecologia e Libertà, interviene sulle polemiche sorte dopo la nomina degli scrutatori nelle sezioni mariglianesi.
«Il passato non si cambia- continua La Gala- e se, purtroppo, dal 2005, la normativa che disciplina la nomina degli scrutatori (L. n. 270/2005, art. 9 comma 4) è la medesima, ponendo quale unica condizione l’iscrizione all’albo degli scrutatori, resta, da parte mia, per la prima volta impegnato in tale attività, l’aver pagato dazio all’inesperienza (che non è una scusante, ma un dato di fatto) ed il non aver potuto presenziare ai lavori per parte cospicua del tempo, a causa di necessità di ordine professionale non prevedibili.
Tornando all’essenziale, senza intenti polemici, ma per promuovere e costruire criteri di partecipazione democratica, vanno assunti impegni concreti, che escludano, in futuro, ogni equivoco, incertezza e mancanza di trasparenza.
Alla coalizione di centrodestra, che con un manifesto dichiara di tutelare sempre i valori della correttezza amministrativa ed i diritti di tutti i cittadini, andrà prospettata una proposta che consenta di introdurre gli elementi necessari alla redazione non più di un elenco, ma di una graduatoria chiara ed inequivocabile (sulla base, ad esempio, dell’età, del reddito e della situazione occupazionale, o, ancora, dell’aver già svolto la funzione di scrutatore una o più volte, il che, naturalmente, dovrebbe escludere l’eventualità di nomine a venire).
Nel momento in cui fosse in campo, tale proposta renderebbe possibile individuare chi per davvero lavora per la trasparenza, la legalità e la correttezza dei comportamenti amministrativi; e chi, al contrario, ritiene che si tratti di parole di uso comune, senza alcun profondo e vitale significato politico ed etico. Per quanto mi riguarda, il mio impegno è quello qui pubblicamente dichiarato, in accordo con l’idea che l’esperienza insegna e che dev’essere tensione naturale, per chi fa politica, puntare al cambiamento di aspetti che, anche solo apparentemente, favoriscono alcuni a scapito di tutti gli altri».

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di Redazione
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