Provincia / Caserta

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I tecnici confermano che le falde acquifere sono contaminate

Masseria Monti, Procura indaga per “disastro ambientale”

Interrati rifiuti speciali,specie di provenienza ospedaliera

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Masseria Monti, Procura indaga per “disastro ambientale”
16/01/2014, 15:22

MADDALONI – Un’inchiesta per “disastro ambientale” è stata avviata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, in relazione all’ex cava di tufo in località Masseria Monti, in quel di Maddaloni. Già classificata come “discarica incontrollata”, da tempo attenzionata dalle autorità competenti, l’ex cava di tufo, per il passato, è stata crocevia di un traffico di rifiuti speciali pericolosi. Un particolare, quest’ultimo, che emerge dalle perizie di tecnici specializzati appositamente incaricati dalla Procura. Entrando più nei dettagli, su una superficie di circa 12.500 metri quadrati, per una volumetria di 187mila metri cubi, sono state sversate ben 200mila tonnellate di rifiuti, in gran parte di provenienza ospedaliera. I liquami prodotti dai rifiuti, secondo quanto riferito dal procuratore aggiunto Raffaella Capasso e rilevato dai tecnici, hanno purtroppo raggiunto le falde acquifere, contaminandole. Una vera e propria “bomba ecologica” con la quale sono costrette a convivere le famiglie che insistono nel circondario e gli agricoltori che hanno appezzamenti di terreno, destinati a coltivazione. Inoltre è stata registrata la presenza di continue emissioni in atmosfera di gas, provenienti da reazioni chimiche sotterranee, che rilasciano fenoli e benzene, così come rilevato dai tecnici dell’Arpac. Le indagini - supportate anche dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia e da informazioni raccolte da politici ed amministratori locali - sono ora rivolte ad accertare se vi siano a Maddaloni altre ex cave tufacee riempite con rifiuti pericolosi. Nel mirino anche una ex cava, in quel di Valle di Maddaloni, attualmente utilizzata per allestire un mercatino e sulla cui area sono in corso perizie.

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di Emilio di Cioccio
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