Provincia / Caserta

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Disattivate 127 trappole e individuati diversi cacciatori

Maxi-blitz antibracconaggio nella “terra dei fuochi” -video

Raccolti bossoli e distrutte reti, liberate specie protette

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Maxi-blitz antibracconaggio nella “terra dei fuochi” -video
27/01/2014, 11:34

AVERSA – Maxi-blitz antibracconaggio nelle campagne di Aversa, Lusciano, Villa Literno, Cancello ed Arnone e Castelvolturno; al lavoro il personale del Nucleo Sabotaggio Trappole e Richiami di Aversa. Sono state individuate, raccolte e disattivate circa 127 trappole, nascoste tra la fitta vegetazione ed atte alla cattura di specie protette, come cardellini, lucherini, verzellini, pettirossi, merli ed usignoli. Le zone pattugliate, di enorme interesse naturalistico e biologico, sono state oggetto di un’accanita campagna di stupro da parte della criminalità, trasformando quella che una volta era detta “Terra di Lavoro” in “Terra dei Fuochi”. Sono stati liberati 131 germani reali, rinvenuti 4 trampolieri e 11 rapaci di varie specie trovati agonizzanti o morti per ferite da pallini da caccia. Trovati imprigionati inoltre vari esemplari di volpe, lepri e conigli, liberati immediatamente sul posto. Posti in distruzione 27 appostamenti temporanei e 6 reti per uccellagione, nonché dati alla libertà 152 cardellini appena catturati. Raccolti 243 bossoli di cartucce da caccia di vario calibro, nonché eliminati 65 pupazzi in plastica, detti “stampe”, riproducenti fedelmente gli animali oggetto di caccia ed usati come richiamo cosiddetto visivo per attirare i propri simili in volo a tiro dei fucili. Individuati alcuni bracconieri sui quali sono concentrate le indagini, volte a risalire all’identità ed al domicilio degli stessi. Intercettate e disattivate 15 trappole dentate a scatto pericolosissime per l’incolumità degli animali e degli esseri umani, essendo queste in grado di tranciare un arto provocando la morte del malcapitato per dissanguamento e dopo lunga agonia ed atroci sofferenze. Sono stati ancora tristemente rinvenuti molti cani da caccia uccisi dai loro stessi padroni o detentori, forse perché il cane non effettuava il cosiddetto “riporto” al bracconiere. Recuperati, accuditi e curati, infine, tre falchi gheppi, due maschi e una femmina. Immancabili le rilevazioni di numerose discariche di rifiuti tossici sparse lungo tutto il territorio che hanno provocato per sempre il degrado ambientale in terreni adibiti alle coltivazioni di frutta ed ortaggi.

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di Emilio di Cioccio
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