Provincia / Caserta

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A coordinare l’operazione, scattata all’alba, la Dda

Mondragone, racket e droga: nove arresti dell’Arma

Rinvenute armi e munizioni, diversi i reati contestati

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Mondragone, racket e droga: nove arresti dell’Arma
22/05/2013, 12:18

MONDRAGONE – Nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Dda di Napoli, i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Mondragone hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 9 indagati, gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso e finalizzata alla commissione di vari delitti: tentato omicidio, estorsioni, traffico di sostanze stupefacenti, atti intimidatori con danneggiamenti, riciclaggio e traffico di armi. L’attività investigativa, che si è avvalsa di intercettazioni telefoniche e  del contributo dei pentiti, ha permesso di raccogliere importanti elementi in ordine a gravissimi episodi criminali verificatisi negli ultimi anni nel comune di Mondragone e nella provincia di Caserta. All’interno del clan La Torre è stata riscontrata la presenza di un vero e proprio gruppo armato, costituito da giovanissimi senza scrupoli che operavano utilizzando moto di grossa cilindrata. Tra i fatti di maggior allarme e gravità a loro riconducibili c’è il tentato omicidio ed il ferimento di due ragazzi di Mondragone, utilizzati da un gruppo emergente all’interno del clan per lo spaccio di cocaina. I fatti si inseriscono, in particolare, in una vera e propria faida scoppiata per il controllo delle piazze di spaccio. Si tratta di atti intimidatori, ordinati dal clan per punire quanti non si piegavano alla sua volontà. E, ancora, spedizioni punitive eseguite anche fuori dal comune di Mondragone, come il ferimento di un uomo di Recale, eseguito per fare un piacere ad un amico del clan. Nel corso delle indagini sono state rinvenute numerose armi – tra cui mitragliatori, fucili a pompa, pistole – oltre a varie munizioni. E’ ancora una volta il mercato della droga, insieme alle estorsioni raccolte sul territorio dalle attività commerciali, a portare nelle casse del clan la maggior parte degli introiti. Ognuna delle piazze di spaccio ha un suo referente ed un nutrito numero di pusher. I vari gruppi sono ben organizzati; in caso di arresto del singolo spacciatore, è già pronta una riserva per la sostituzione. Sono stati accertati anche episodi di probabile motivazione etnica, che vedono il gruppo criminale sospettato di aver dato alle fiamme numerose autovetture in uso a ragazzi bulgari del luogo, accusati ingiustamente di aver rubato della sostanza stupefacente all’organizzazione.

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di Emilio di Cioccio
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