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Monte di Procida, 3,5 Milioni di Euro per Sala di Rappresentanza


Monte di Procida, 3,5 Milioni di Euro per Sala di Rappresentanza
28/02/2011, 13:02

"Quando Monte di Procida, da riserva di caccia reale, divenne ritrovo elettivo della buona borghesia napoletana , a “Casevecchie” scelse di vivere la sua seconda giovinezza Ludovico Quandel. Poco lontano l’avvocato Agostino Matarese pose una dimora gentilizia che è l’ultima testimonianza di quel tempo: “Villa Matarese.”  Probabilmente, se l’abusivismo non avesse usurpato il territorio, potrebbero essercene delle altre di testimonianze dei tempi che furono e sicuramente meno costose. L’attuale amministrazione ha inaugurato nella giornata di ieri “l’inizio dei lavori” per un progetto ben definito sull’ immobile in questione.  Infatti con delibera della giunta comunale datata 23/12/08 si rende nota la volontà di approvare il progetto per il recupero e l’adeguamento funzionale di “Villa Matarese” con una spesa complessiva di 3.500.000,00 euro. Si tratta di un vero e proprio mutuo da estinguere nei prossimi venti anni con un impegno economico di circa 200.000,00 euro annui che graverà sui bilanci comunali delle future amministrazioni e quindi sulle spalle dei cittadini. Un milione per i lavori di “ristrutturazione e funzionalizzazione” del sito, e poco meno di tre milioni per l’acquisto della villa.  270 euro per ognuno dei 13 mila cittadini montesi (compresi anziani e bambini ) In tutto, si giunge quindi ad una spesa pari a 7 miliardi del vecchio conio.  Ma procediamo con ordine. Con quali pretesti il sindaco e la sua giunta cercano di attuare quest’opera di convincimento nei confronti dei cittadini? Rileggendo le dichiarazioni rilasciate a tal proposito dal primo cittadino montese Francesco Paolo Iannuzzi, sembra che questi cinque milioni di euro debbano fronteggiare l’esigenza indispensabile di avere una sala da destinare alla celebrazione dei matrimoni civili (circa 3 o 4 negli ultimi 15 anni!) , la realizzazione di una biblioteca comunale (già esistente, realizzata dalla passata amministrazione ed attualmente abbandonata nel più assoluto degrado) ed anche per avere una location finalizzata all’organizzazione di eventi di spettacolo e culturali (basterebbe collaborare di più con i poli scolastici dotati di aree apposite, nonché mettere a disposizione l’area teatro esistente nella palestra di corso Garibaldi!). In più tale struttura servirà come “sala di rappresentanza dell’amministrazione e del sindaco”.  Una sala di 3,5 milioni di euro per una cittadina flegrea di 13mila abitanti. A questo punto non può mancare un ovvia osservazione: Come sarà possibile gestire una struttura che si eleva su due livelli più un terzo centrale, che occupa una superficie di circa 564 mq divisa per 14 vani, due cucine e due servizi circondata da un ampio giardino di circa 3800 mq con alberi ad alto fusto e da frutta se, nel giro di pochi mesi, quella che in via Principe di Piemonte doveva essere l’orto didattico, ovvero una chicca culturale per il paese è diventata un alcova maleodorante e fatiscente non gestibile per mancanza di personale addetto? Tutte queste perplessità hanno spinto Antonio Scotto d’Antuono a coordinare un comitato che ha promosso un referendum sulla questione per capire il reale pensiero dei cittadini, ovvero se sono disposti o meno ad accollarsi questo mutuo. In prima battuta la cosa non turbò l’amministrazione proponente, anzi il sindaco in primis sosteneva di essere convinto di vincere pienamente anche il referendum, ma, cosa assai curiosa accadde poco dopo. Il referendum fu bocciato da tre esperti in materia che cominciarono a cavillare con le leggi e sentenziarono l’improcedibilità tecnica dello stesso, ed anche se il consiglio comunale può revocare la sua decisione e dare il via al referendum non lo ha fatto. Perché? Se si è sicuri di vincere e di fare ciò che il popolo chiede, perché non promuovere questo referendum come segno di grande civiltà e nuova cultura politica? Intanto la pomposa inaugurazione dei lavori è già stata celebrata. Ai lettori il compito di darsi una risposta.".  Così Aldo Festevole di Svolta Popolare.

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di Redazione
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