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Cresce l'allerta per i roghi dolosi ai cassonetti

Monterusciello, arterie seppellite da rifiuti e cenere

L'allarme del Cnr: "E' un problema serio per la salute"

Monterusciello, arterie seppellite da rifiuti e cenere
31/05/2011, 09:05

POZZUOLI (NA) - L’emergenza rifiuti non sembra avere alcuna battuta d’arresto, soprattutto durante le ultime giornate, dove le immagini dei roghi dell’immondizia rappresentano un vero e proprio emblema del dramma che attanaglia l’intera regione Campania. Si fanno intanto sempre più drammatiche le condizioni in cui versa la zona sud del megaquartiere popolare di Monterusciello e in particolare l’arteria di via Verga, spesso balzata in primo piano nelle ultime giornate per le frequenti mobilitazioni messe in campo dai cittadini della zona. Lungo l’arteria popolare sono state date alle fiamme tonnellate e tonnellate di immondizia; i cassonetti sono stati rovesciati e bruciati. “Non esistono più i marciapiedi, così come una parte della carreggiata. Tutto è seppellito da montagne di spazzatura bruciata e da cenere – urla con tono esagitato un residente della zona – Qui si soffoca, il forte olezzo arriva in casa. Non sappiamo più come continuare a vivere in queste condizioni. I rifiuti e i roghi ci stanno massacrando. Bisogna fare qualcosa, non si può permettere che questa vergogna sotterri completamente Monterusciello”. Ma non tutti si rendono conto delle conseguenze di tali incendi dolosi e cercano così di fronteggiare l’emergenza in maniera completamente sbagliata. Uno studio dell’Unione Europea sugli effetti sulla salute dell’esposizione alla diossina rende noto infatti che l’incenerimento “fai da te” di una sola tonnellata di rifiuti urbani indifferenziati produce una media di 400 microgrammi di diossina, ma può arrivare a picchi che superano i 1000 micro/grammi per tonnellata. Un valore altissimo che può causare gravi patologie, contaminare acqua, suolo e aria, avvelenando coltivazioni e allevamenti.
“L’immondizia è diventata una vera emergenza in Campania e un problema serio per la salute dei suoi abitanti. Ma non solo. La bruciatura dei rifiuti - affermano gli esperti del CNR - provoca danni anche agli animali, come ha dimostrato uno studio condotto sulle pecore della zona.” “Le discariche abusive presenti in Campania, soprattutto nelle province di Napoli e Caserta, e la sistematica bruciatura dei vari residui per ridurre al minimo il volume occupato ha comportato un notevole accumulo di inquinanti ambientali, tra i quali le diossine, sostanze altamente tossiche e cancerogene” ha dichiarato Leopoldo Iannuzzi dell’Ispaam-Cnr, che prosegue: “La situazione è peggiorata in questi mesi con l’incendio sistematico dei cassonetti da parte della popolazione locale, che ha inconsapevolmente favorito l’entrata nel ciclo vitale di questo veleno, che inizialmente si deposita su erba, terreno e acque, fissandosi successivamente nei tessuti adiposi degli animali (incluso il grasso del latte) che hanno ingerito cibo contaminato”.

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di Tiziana Casciaro
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