Provincia / Napoli

Commenta Stampa

Ancora una conferma alle inchieste della Julie

Napoli: si amplia l'inchiesta sui ripetitori TV abusivi ai Camaldoli


Napoli: si amplia l'inchiesta sui ripetitori TV abusivi ai Camaldoli
08/07/2010, 15:07

NAPOLI - Per l'ennesima volta una inchiesta della Julie trova poi conferma nel lavoro dei magistrati. In questo caso poi è una riconferma, sulla battaglia per un etere "pulito" da qualsiasi irregolarità. Infatti un nuovo rapporto si è aggiunto al già voluminoso faldone che c'è in Procura e nel quale negli anni si sono sccumulati denunce e rapporti, compresi quelli della Guardia Forestale, culminati nel 2009 con blitz e sequestri. Il rapporto nuovo è quello presentato dal soprintendente Gizzi e dall’architetto Bovier, che sono andati a fare un sopralluogo alla chiesetta dell'Addolorata, che si trova sui Camaldolilli. La chiesa è stata sottoposto ad un intervento recente di restauro, molto esteso, e quindi andava fatto il controllo finale per verificare lo stato delle cose, con tanto di fotografie per certificarlo a futura memoria. Ma dalle foto appariva evidente la presenza di fili elettrici e tralicci con antenne televisive; alcune delle quali collegate direttamente ai cavi dell'Enel. Non c'è stato neanche bisogno di fare verifiche su eventuali autorizzazioni: la zona è sotto vincolo paesaggistico e quindi tralicci ed antenne televisive semplicemente non sono costruibili in nessun caso nè sono sanabili con alcun provvedimento. E non si può neanche dire che la cosa riguardi solo Tizio e non Caio: da quelle antenne si diramano tanto segnali di TV nazionali come Mediaset quanto quelli di TV locali. Non c'è ancora un elenco preciso, comunque, dei canali televisivi interessati alla trasmissione che in questa maniera è fatta in maniera contraria alla legge.
Finora l'indagine si è mossa con precauzione, perchè cancellare il segnale di una televisione, sia essa nazionale o locale, può generare un forte danno economico; di conseguenza non è una decisione che si possa prendere di avere il massimo grado di certezza possibile ed anche di più. Ma questa volta interviene la Soprintendenza, la quale ha dalla sua la legge, che vieta semplicemente la presenza delle antenne in quella zona, senza se e senza ma. E davanti ad una richiesta esplicita di sequestro, che è stata presentata alla Procura da Gizzi e da Bovier, è difficile immaginare un cavillo legale che possa bloccare la procedura.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©