Provincia / Caserta

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Indagini della Polizia, vantava amicizia con boss Zagaria

Napoli, usura: fermato imprenditore agricolo -video

Il 62enne è accusato altresì di estorsione e di calunnia

Napoli, usura: fermato imprenditore agricolo -video
18/02/2014, 11:58

CASAPESENNA - A conclusione di una serie di indagini, con l’accusa di usura, estorsione e calunnia, reati aggravati dal metodo mafioso, gli agenti della squadra mobile di Caserta hanno arrestato Fernando Cantile, 62enne, di Casapesenna. Le indagini hanno preso il via dopo una serie di denunce presentate da un imprenditore agricolo, titolare di un’azienda bufalina di Villa Literno, il quale aveva svelato le continue richieste usurarie e le correlate minacce estorsive poste in essere da Cantile, a fronte di un prestito di 50mila euro concesso nel 2005, in cambio del pagamento di interessi pari al 10% mensile (per un totale del 120% all’anno). Secondo le dichiarazioni dell’imprenditore, puntualmente riscontrate dagli investigatori, la somma, a seguito dei ripetuti rinnovi del prestito, nel 2011, era lievitata sino all’esorbitante importo di 750 mila euro, benché nel corso degli anni il capitale iniziale fosse stato ampiamente restituito. Peraltro, si accertava che la vittima era stata indotta in uno stato di soggezione assoluta in quanto Cantile, per ottenere il puntuale pagamento delle somme pretese, lo aveva minacciato asserendo che il denaro prestatogli proveniva dal boss Michele Zagaria, all’epoca latitante, con il quale vantava un’amicizia, peraltro nota alla stessa vittima. Per far fronte alle pretese usurarie dell’indagato, e per giustificare l’esborso delle somme ricevute, la vittima nel corso degli anni era stata costretto anche ad acquistare, ad un prezzo esorbitante, centinaia di capi bufalini che aveva dovuto poi abbattere perché ammalati o vecchi. Successivamente, a garanzia dei prestiti usurari, era stato costretto a sottoscrivere delle scritture private aventi ad oggetto la cessione della sua azienda agricola, nonché a concedere a titolo gratuito a Cantile, egli stesso imprenditore agricolo, la possibilità di coltivare i terreni ad essa annessi per rientrare delle somme pretese. L’indagato, inoltre, avuta conoscenza delle indagini a suo carico, aveva falsamente accusato l’imprenditore, con denunce presentate presso diversi uffici di polizia, di truffa e minacce, ed infatti risulta indagato anche per il reato di calunnia.

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di Emilio di Cioccio
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