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Assemblea pubblica a Carinaro con lavoratori e sindacalisti

"Nessun licenziamento alla Indesit", documento di 21 sindaci

Cardinale Sepe: "Azienda non tradisca legame con territorio"

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'Nessun licenziamento alla Indesit', documento di 21 sindaci
15/06/2013, 10:02

CARINARO - Un documento firmato da ventuno sindaci, diciannove dell'agro aversano e due del napoletano, per sostenere in ogni forma “la vertenza sindacale Indesit orientata al mantenimento delle attività produttive e alla salvaguardia dei posti di lavoro”. Parte dal Pala Igloo di Carinaro, centro dell'agro aversano che, insieme a Teverola, vanta la maggiore presenza di dipendenti nei due stabilimenti della famiglia Merloni, la mobilitazione tesa “a far ritirare del tutto il piano aziendale, perché gli ammortizzatori sociali non li vogliamo” dice il segretario della Fiom-Cgil di Caserta, Massimiliano Guglielmi, rivolgendosi alla platea costituita da centinaia di lavoratori dei due stabilimenti e dell'indotto. Nel documento i sindaci ricordano gli impegni disattesi negli anni dall'azienda, dopo l'accordo di Programma del 2001 che prevedeva investimenti per 121 milioni di euro (63 a carico del privato, 27 a carico dello Stato, 26 della Regione), e dopo il recente Piano Italia del 2010 che ha comportato la chiusura degli stabilimenti di Brembate (Bergamo) e Refrontolo (Treviso) ma non il previsto potenziamento, nonostante lo stanziamento di 120 milioni di euro in prodotti altamente tecnologici, degli stabilimenti marchigiani e campani. “La famiglia Merloni deve capire che l'Indesit qui a Teverola-Carinaro è già stata penalizzata nonostante sia un'azienda che produce” ricorda il segretario della Fim-Cisl di Caserta Nicodemo Lanzetta mentre Antonello Accurso, segretario della Uilm, dice che “non si può consentire all'Indesit di andarsene, visto gli utili fatti negli ultimi due anni. Senza dimenticare che nel 1991 acquisì gli stabilimenti ed i macchinari a costo zero. Non siamo d'accordo sul lavorare di meno e tutti, anzi dobbiamo discutere su come incrementare la produzione”. Per la leader provinciale della Cgil Camilla Bernabei, “è il Governo a dover intervenire con decisione se vuole anche mantenere la legalità su questo territorio già martoriato”. All'assemblea pubblica erano presenti il consigliere regionale Nicola Caputo ed i parlamentari Pina Picierno (Pd) e Lucio Romano (Scelta Civica). “Non possono essere solo le famiglie dei lavoratori a pagare la crisi. Faccio appello ai vertici aziendali per una nuova apertura di credito e affinché non tradiscano il legame con il territorio che si è instaurato negli anni”. E' il brano più significativo della lettera scritta dal Cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, letta questa mattina dal sindaco di Carinaro, Mario Masi.

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di Emilio di Cioccio
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