Provincia / Caserta

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In duemila scendono in piazza per tutelare il territorio

“No alla centrale a biomasse”: l’agro caleno si mobilita -video

A sfilare con i comitati diversi sindaci e don Patriciello

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“No alla centrale a biomasse”: l’agro caleno si mobilita -video
28/10/2013, 12:17

CALVI RISORTA - “No alla centrale a biomasse”: in duemila, secondo gli organizzatori, sono scesi in piazza, in quel di Calvi Risorta, per richiamare - ancora una volta - l’attenzione delle istituzioni e delle autorità competenti. Organizzata dal “Comitato per l’Agro Caleno”, la manifestazione di protesta, pacifica, ha fatto registrare anche il blocco, per una mezz’ora circa, della strada statale Casilina, proprio all’altezza del comune di Calvi Risorta; inevitabili le ripercussioni sulla circolazione veicolare. Al corteo, che ha visto anche la partecipazione di don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano e, soprattutto, animatore della lotta contro discariche e roghi tossici nella cosiddetta “terra dei fuochi”, hanno preso parte tante famiglie, con genitori e figli al seguito, nonché numerose scolaresche provenienti da diversi comuni della provincia di Caserta. Folta anche la delegazione di sindaci, espressione dell’agro caleno e non solo, che non hanno voluto mancare alla “marcia per la salvaguardia del territorio” che ha visto anche l’adesione del vice presidente della Commissione Attività Produttive del Consiglio Regionale, l’onorevole Angelo Consoli. Durante il corteo, un gruppo di manifestanti ha posizionato davanti alla sede del Municipio uno scatolo simile ad un’urna elettorale, con su scritto “Centrale a biomasse: il nostro voto non sta nell’urna elettorale ma nella mobilitazione popolare”, ed un fac-simile di una banconota di 50 euro (formato maxi) con la scritta “con i 50 euro comprate consenso, noi con la rabbia vi diamo dissenso”. Una provocazione, quest’ultima, per replicare alle dichiarazioni di un assessore del Comune di Calvi Risorta che ha accusato gli attivisti del “Comitato per l’Agro Caleno” di essere dei “nullafacenti dai 50 euro in tasca”.   

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di Emilio di Cioccio
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