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Due giovani feriti nella protesta, accuse al sindaco

No alla discarica, a Quarto scatta la serrata dei commercianti


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No alla discarica, a Quarto scatta la serrata dei commercianti
17/02/2012, 17:02

QUARTO (NAPOLI) - “Scetammece guagliù, c’amma scetà” è il ritornello della canzone che viene sparata a tutto volume dalle casse del sound system piazzato ai lati del palchetto. Sono le 9 in punto: la manifestazione è prevista per le dieci, ma a Quarto le polveri si scaldano sin dalle prime ore della mattina. Le saracinesche vengono abbassate un po’ alla volta da tutti i commercianti. Al centro di via Campana, altezza del bivio che dà al cuore della cittadina flegrea, è stato allestito alla bell’e meglio un palco di legno ricavato con tavole di ponte.  “Questo palchetto l’abbiamo montato noi, con le nostre mani – racconta uno dei componenti della Consulta dei Giovani – anche le casse e tutto il resto sono stati portati qui dai nostri compagni”. E il Comune? Dov’è? “Vede qualcuno? Non c’è nessuno, e non c’erano nemmeno stamattina quando uno dei nostri è stato messo sotto da una macchina. Ora sta all’ospedale ‘La Schiana’ di Pozzuoli, non è grave. Ma le strade non sono state bloccate dalla polizia municipale e ci è toccato occuparle per la manifestazione”.

Benvenuti a Quarto, cittadina flegrea che presto ospiterà l’ennesima discarica di monnezza. Anzi, no: benvenuti a Quarto, cittadina flegrea che presto ospiterà la Fut, frazione umida tritovagliata, proveniente direttamente dagli Stir, nell’apposito sito di composizione ambientale. Non chiamateli rifiuti e non parlate di discariche, per carità. Perché qualcuno, in maniera alquanto piccata, potrebbe correggervi il tiro. Eppure il materiale che sarà trasportato in via Castagnaro, strada ultima di Pozzuoli che affaccia su Quarto, secondo gli esperti produce lo stesso percolato del tal quale che viene destinato alle discariche. Giochi di parole, ma la sostanza non cambia. Dal Commissario Straordinario per l’emergenza si lascia intendere che, no, non ci sarà un’altra discarica come quella di contrada Pisani, non ci saranno mai più ettari ed ettari di suoli inquinati, e nemmeno nuove bombe ecologiche pronte a far scoppiare casi (peraltro accertati) di forme tumorali gravi. “Ed è tutto falso – afferma il presidente del comitato antidiscarica del Castagnaro Luigi Rossi - Quella che vogliono portare qui è l’immondizia presa così com’è dai sacchetti, triturata e non trattata. È una presa in giro bella e buona”.
I quartesi ovviamente l’hanno capito e non badano più di tanto alle sfumature linguistiche. Sono più di due settimane che sono in fibrillazione, tra cortei, campagne informative e altre iniziative di protesta. Dissero no all’apertura della cava di via Spinelli, fanno lo stesso ora che la Provincia di Napoli, tra le 28 cave a disposizione sull’area flegrea, ha scelto proprio quella della collina di Pozzuoli, una delle sei aree di competenza di Palazzo Matteotti. E probabilmente avrebbero detto no anche se avessero scelto di aprirla a Bacoli, o a Monte di Procida, o in qualsiasi altra parte della regione. “No alla discarica, né a Quarto né altrove” c’è scritto sui muri della piccola cittadina flegrea, quasi a voler rimarcare una coerenza, una linea a cui vogliono rimanere fedeli, per dare una spallata definitiva a politiche rivelatesi fallimentari.
L’espressione della rete che in Campania e nella provincia di Napoli si batte contro l’apertura delle discariche e per il riciclo dei rifiuti è lì, in quell’arteria che collega Quarto a Napoli e al resto dei Comuni flegrei. Quella che manca però è la politica, soprattutto puteolana. Dopo tutto dovrebbero essere loro i primi a dire no alla discarica che sorgerà sul loro comune, no? Solo che il Comune di Pozzuoli è da tempo commissariato, il centrodestra è più spaccato che mai ed il centrosinistra di Figliolia & Company è impegnato nella quadratura del cerchio per un’improbabile alleanza politica con l’Udc (sì, quelli che sostennero l’ingegner Magliulo alleandosi col Pdl…). Facile, a questo punto, per Provincia e Commissario decidere dove aprire la cava: via del Castagnaro fa parte dell’amministrazione puteolana, ed il commissario non può far altro che avallare le scelte politiche calate dall’alto. “Ci stiamo facendo il mazzo per portare avanti questa protesta – fa notare uno del presidio – Sono quattro notti che non dormo. Da Pozzuoli abbiamo avuto soltanto la solidarietà delle associazioni che sono qui con noi, ma la politica è assente. E che non si facessero vivi ad aprile, quando ci saranno le elezioni, perché questa ce la siamo legata al dito”.
La solidarietà ancora una volta è affare di popolo. La protesta sembra avere radici profonde, cova la frustrazione tipica di chi nella provincia si sente abbandonato, tradito dalla politica, ed esplode quando in strada si sussurra che a fine febbraio potrebbero partire i primi sopralluoghi per l’apertura del sito. Arriveranno ruspe pronte a spianare le strade, guardie a presidiare e all’occorrenza a manganellare chi si mette di traverso. Quarto in fondo non merita una nuova discarica. Quarant’anni di sversamenti, a Pianura, hanno contaminato anche queste terre, ma oggi il comune flegreo sfiora il 27 per cento di raccolta differenziata. Cifre basse, certo, ma comunque alte nella Corte dei Miracoli dell’hinterland napoletano.
Cosa accadrà dunque da qui ad un mese? C’è chi scommette che potrebbe scoppiare un’altra guerriglia urbana, un’Intifada stile Terzigno o, senza percorrere troppi chilometri, simile a quella che tramutò nel 2008 Pianura in un campo di battaglia. Lo sanno bene le forze dell’ordine, che qualche notte fa hanno fatto visita agli occupanti del presidio. E forse lo sa pure il sindaco di Quarto Massimo Carandente Giarrusso, che alla fine si presenta sul palco e si becca una bordata di fischi.  Il primo cittadino glissa: “L’amministrazione sta facendo tutto il possibile contro questa discarica, ma c’è sempre qualcuno che vuole strumentalizzare la protesta e francamente ci scivola addosso – taglia corto Giarrusso – Il Comune di Quarto è contro questo piano che vuole l’apertura della discarica. La prossima settimana, dopo tre consigli comunali che si terranno a Quarto, Bacoli e Monte di Procida, chiederemo un incontro al presidente della Regione Campania Stefano Caldoro ed organizzeremo una manifestazione nella nostra città”. C’è chi chiede la chiusura delle scuole, chi invece che venga proclamato il lutto cittadino. Sono le più di mille persone in strada, giovani delle scuole superiori e massaie con bambini al seguito. Come si comporterà l’amministrazione comunale? “Vedremo – risponde il sindaco – sicuramente sarà importante ed io sarò per primo davanti a tutti. Non mi tiro indietro”. Le strade tornano lentamente a liberarsi, le saracinesche vengono rialzate. La musica è finita. Ma non la protesta. La gente rioccupa le postazioni ai presidi lasciate incustodite solo per qualche ora. I guagliuni di Quarto sono in allerta. Più svegli che mai.  
  

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di Davide Gambardella
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