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“Castel Volturno, clan Casalesi evitò sfiducia a Scalzone”

Nuove accuse pentito Guida al processo Cosentino -video

Deposizione in aula, il 18 novembre toccherà alla Carrino

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Nuove accuse pentito Guida al processo Cosentino -video
29/10/2013, 09:38

CASTEL VOLTURNO – “Più volte sono intervenuto, su richiesta dell’allora sindaco di Castel Volturno Antonio Scalzone, presso consiglieri e assessori della sua amministrazione per evitare che lo sfiduciassero. Bastava che mi presentassi a loro per ottenere quello che volevo”. In sede di controesame, durante una nuova udienza del processo Eco4, che vede imputato per concorso esterno in associazione mafiosa l’ex sottosegretario alle Finanze, Nicola Cosentino, Luigi Guida, alias “o’ drink”, ex reggente della fazione bidognettiana del clan dei Casalesi, oggi pentito, è tornato a lanciare dure accuse all’amministrazione del comune del litorale casertano, tuttora sciolta per infiltrazioni camorristiche. E, rispondendo alle domande dei difensori di Cosentino, Guida ha confermato, non senza qualche contraddizione, alcune circostanze di cui aveva già parlato nelle precedenti udienze. Scalzone, rimasto in carica fino al marzo 2005, indagato come il suo successore Francesco Nuzzo per concorso esterno in associazione mafiosa, viene chiamato in causa anche in relazione alla riapertura, avvenuta tra il 2003 e il 2004, della discarica Bortolotto di Castel Volturno, in passato gestita dai fratelli Orsi, di cui Guida ha già dato conto in sede di esame del pm della Dda di Napoli Alessandro Milita. Uno degli avvocati di Cosentino gli domanda se “è vero che Scalzone e alcuni suoi assessori e consiglieri in quel periodo manifestarono contro la riapertura del sito?”. E Guida replica: “A me non risulta, Scalzone qualche volta ha attaccato la camorra ma non me ne sono mai preoccupato perché eravamo vicini tanto che gli avevo imposto anche la nomina dell’assessore all’ambiente Domenico Giancotti. I politici reclamano spesso contro la mafia per far vedere, ma poi sono uomini nostri”. Guida riferisce poi dell’episodio in cui Gaetano Vassallo, principale accusatore di Cosentino, gli regalò un fucile a pompa modello “safari” chiedendogli “di gambizzare una persona che aveva investito il nipote che era poi finito sulla sedia a rotelle. Ma io non ho dato seguito alla sua richiesta”. Si tornerà in aula il 18 novembre prossimo per la deposizione di Anna Carrino, ex compagna del boss Francesco Bidognetti, oggi collaboratrice di giustizia.

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di Emilio di Cioccio
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