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Occupazione. Le previsioni dell'Obi al Sorrento Meeting: il Nord Est guiderà la ripresa


Occupazione. Le previsioni dell'Obi al Sorrento Meeting: il Nord Est guiderà la ripresa
09/07/2012, 18:07

Tra il 2012 e il 2015 il Pil italiano farà registrare una modestissima ripresa solo nelle regioni centrali (0,9%) e del Nord Est (0,8%), mentre il Nord Ovest registrerà una sostanziale stazionarietà della produzione (appena lo 0,2% annuo), e il Mezzogiorno vedrà il Pil ridursi a ritmi medi dello 0,4% l'anno. Un quadro che finirà per penalizzare i livelli occupazionali non solo degli occupati, ma soprattutto delle giovani generazioni.
E' quanto emerso a margine della seconda edizione del Sorrento Meeting, l'evento economico internazionale, promosso dall'Obi, Osservatorio Banche Imprese di Economia e Finanza che si è chiuso all'Hilton Sorrento Palace con la partecipazione di circa 250 ospiti tra economisti, accademici, bancari, rappresentanti di istituzioni pubbliche e private, italiane e soprattutto estere, giornalisti e giovani ricercatori.
chiamati a confrontarsi sul titolo dell'edizione 2012, "Mezzogiorni d'Europa e Mediterraneo nella bufera. I giovani, nuovi argonauti".
L'occupazione giovanile, tra i temi caldi: per periodo 2012-2015, l'Obi vede un calo dello 0,3% l'anno degli addetti nel Mezzogiorno, contro una crescita media dello 0,3% in Italia, dello 0,5% al Centro dello 0,7% nel Nord-Est e dello 0,4% nel Nord Ovest. Se questi dati dovessero essere confermati, alla fine del decennio 2005-2015, gli occupati meridionali finiranno per rappresentare solo il 25,5% del totale, contro il 27,6% di inizio periodo. Nel contempo, secondo le proiezioni dell'Obi, il Centro e il Nord Ovest guadagnerebbero 3 decimi ciascuno sulla quota relativa di addetti e il Nord Est nel 1,5 punti percentuali. La progressiva concentrazione delle opportunità di lavoro nelle quattro regioni del Nor-Est non potrà che avere riflessi significativi sulle migrazioni interne e sui flussi provenenti dall'Europa dell'Est, del Mediterraneo e dell'Africa, con conseguenze sociali e politiche tutte da valutare.
"Dati che confermano la necessità di una trasformazione complessiva dei sistemi economici, sociali e politici dell'Europa e del Mediterraneo - sottolinea Antonio Corvino, direttore generale dell'Obi - In queste aree i rischi di blocco della crescita della ricchezza e dell’occupazione, di deterioramento della convivenza civile e di diffusione di una pericolosa deriva malavitosa, si legano ai possibili rischi di scontro delle culture mediterranee e al sacrificio di intere generazioni di giovani. In realtà si deve ammettere che il pensiero economico, come per quello politico e sociale, si son adeguati lungo decenni recenti, ad una sorta di conformismo che ne ha appiattivo le potenzialità critiche". Di qui, secondo Corvino, la necessità di accettare la "sfida del pensiero" rivolgendo lo sguardo a grandi economisti del recente passato come Federico Caffè, John K.Gelbraith e ai grandi pensatori come Albert Camus.
Per il dg dell'Osservatorio, inoltre, la bufera in atto impone una forte accelerazione all'assunzione di responsabilità da parte dei giovani.
E delle donne, altre grandi protagoniste del Sorrento Meeting, grazie alla partecipazione del Premio Nobel per la Pace, Shirin Ebadi e della psichiatra e scrittrice Rita El Kayat, che non hanno mancato di fare giungere il loro appello a difesa dei diritti femminili, oggi negati, in tanti paesi dall’Oriente all’Occidente, dove la strada per arrivare alla parità, alla libertà e all'uguaglianza è ancora tanta da percorrere.
Tanti i relatori che si sono avvicendati al tavolo dei relatori, molti provenienti da atenei europei e africani, tanti gli spunti di riflessione emersi nel corso della due giorni, e altrettante numerose le proposte. Anche dirompenti, come quella di Bruno Amoroso, del Centro Studi Federico Caffè dell’Università danese di Roskilde, di creare un euro per l’Europa del Sud, da concordare nei rapporti di cambio con i paesi dell’aerea tedesca, "per porre fine alla frammentazione del progetto europeo e stabilizzare un rapporto che oggi rischia di espellere uno per uno i paesi del Sud”.
Altrettanto provocatoria, la riflessione di Antonio Corvino. "La tenuta finanziaria degli stati nazionali e per l’altro anche la tenuta dei relativi sistemi economici e sociali è al centro delle scommesse speculative dei cosiddetti mercati finanziari, ma anche dell’azione delle autorità governative nazionali - ha spiegato - In questo contesto la assimilazione/equiparazione degli orizzonti temporali degli stati a quelli propri degli individui e delle aziende sta minando alla base uno dei presupposti fondamentali della sovranità statuale, che ne proietta credibilità, azione e durata, in una dimensione storica pluridecennale, e anzi secolare. Questo comporta la derubricazione della capacità e tenuta finanziaria degli stati, da leva di politica economica a parametro ragionieristico".
Per Corvino scompare di conseguenza la facoltà statuale di investire e sostenere l’economia attraverso il metodo di un deficit spending virtuoso, "e trova una nobilitazione surrettizia in chiave costituzionale il divieto per il bilancio dello stato di andare in deficit".
Mauro Magatti, dell'Università Cattolica, ha invece ricordato l'attualità della teoria politica di Carl Schmitt, con la contrapposizione tra il mare e la terra, dove il primo è il regno dell'instabilità, del movimento, della libertà, la seconda indica stabilità, ordine, distinzione. L'attuale crisi, ha quindi sottolineato, impone la costruzione di un nuovo sistema che superi la supremazia dell'individualismo e che rimetta al centro l'uomo.
Un futuro auspicato anche da un altro illustre ospite del Sorrento Meeting: Christian Felber, dell'Università di Vienna, fondatore del movimento "L'Economia del Bene Comune", che inneggia ad un modello economico appena nato ed in pieno sviluppo, che punta a discriminare quelle aziende o multinazionali che non rispettano le regole, l’ecologia o i diritti umani e che superi gli attuali indicatori monetari come il profitto o il Pil, per utilizzare nuovi indicatori come il benessere dei lavoratori.
Attesi e applauditi gli interventi di Enrico Giovannini, presidente dell’Istat, Gianni Pittella, vice presidente vicario del Parlamento europeo, Alessandro Laterza, vice presidente di Confindustria, Nicola Motolese, presidente dei Giovani di Confagricoltura, Abdel Kawi Khalifa, governatore de Il Cairo, Mohamed Bechir Khalfallah, membro della Commissione africana dei diritti dell’uomo e dei popoli, i giornalisti Eric Jozsef di Libération e Barbara Carfagna del Tg1, Mario Morcellini e Massimo Lo Cicero, dell’Università La Sapienza di Roma, Luigi De Magistris, sindaco di Napoli. Tutti trasmessi in diretta web sul sito ufficiale dell'evento www.sorrentomeeting.eu, destinato a raccogliere e a custodire nel tempo i materiali multimediali, scientifici e di pubblico interesse sull'edizione appena conclusa.

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di Redazione
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