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Il sindaco di Castellammare firma i primi provvedimenti

Ombra del clan sul Comune: 5 dirigenti sotto accusa


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Ombra del clan sul Comune: 5 dirigenti sotto accusa
11/05/2010, 13:05

CASTELLAMMARE – Comincia a dare i primi frutti il lavoro della commissione d’accesso, che fino al 3 febbraio ha lavorato a Castellammare di Stabia per verificare una possibile infiltrazione della criminalità organizzata all’interno delle stanze di Palazzo Farnese.
Al momento, sono cinque i dirigenti del Comune finiti sotto accusa perché avrebbero favorito la camorra e per i quali il primo cittadino stabiese, Luigi Bobbio, ha già firmato i primi provvedimenti conseguenti al monitoraggio avviato dal ministero degli Interni dopo le conclusioni rassegnate dal pool ispettivo.
“Si tratta -ha dichiarato il sindaco- di prescrizioni imperative impartite dalla Prefettura di Napoli riguardanti, in questa prima fase, interventi sanzionatori da adottarsi nei confronti di dirigenti comunali. In particolare, in ottemperanza alle disposizioni del Ministro dell'Interno e del Prefetto di Napoli, ho provveduto a diramare una serie di disposizioni, con effetto immediato”.
Rimozione dall'incarico e destinazione ad altre funzioni, dunque, per tre dirigenti: Lea Quintavalle, a capo dell’ufficio urbanistica, Sabina Minucci, da anni alla guida delle politiche sociali e Donatangelo Cancello, responsabile del personale. Ma i tre ex dirigenti non sarebbero gli unici responsabili della penetrazione dei clan nel Comune. Sospensione dall'incarico, in vista della definitiva risoluzione del rapporto di lavoro, anche per Pietro Di Napoli e Giuseppe Illiano, i quali, peraltro, già erano decaduti dai rispettivi incarichi all'atto dell'insediamento del nuovo sindaco.
“Nei confronti di costoro -continua il primo cittadino- ho altresì disposto l'immediato avvio di procedimento disciplinare. Le prescrizioni cui ho dato ottemperanza sono scaturite dalla lunga e approfondita analisi della commissione d'accesso, la quale ha evidenziato irregolarità amministrative riconducibili a vario titolo e in varia combinazione ai suddetti dirigenti comunali. Si tratta di irregolarità di eccezionale gravità, riguardanti procedure ed atti amministrativi che in vario modo e in violazione di svariate disposizioni normative hanno riguardato l'amministrazione della città negli ultimi anni”.
Tutti adesso dovranno difendersi, in sede amministrativa, dai provvedimenti che il Ministero degli interni sta preparando nei loro confronti, in applicazione della riforma della legge contro le infiltrazioni delle mafie negli enti locali. Nei casi più gravi le sanzioni possono arrivare anche al licenziamento. Le indagini della commissione d’accesso, composta da tre funzionari della Prefettura di Napoli, sono state avviate all’indomani dell’omicidio del consigliere comunale Gino Tommasino proprio per scoprire se esisteva connessione con il clan locale dei D’Alessandro. “La lettura della ricostruzione delle vicende che hanno dato origine ai suddetti provvedimenti –dice Bobbio- è assolutamente inquietante e tale da fornire uno spaccato della gestione comunale passata assolutamente allarmante. È attesa la notifica di ulteriori prescrizioni scaturenti dall'accertamento di questi e di altri gravissimi episodi”.
Le accuse ai cinque dirigenti sono contenute in una ventina di pagine, rese note soltanto adesso, dopo tre mesi dalla conclusione del lavoro del pool della prefettura e su cui, adesso, sta intervenendo l’amministrazione comunale di Castellammare. “Chi per settimane ha strillato pretendendo, in maniera palesemente strumentale, che fossero rese note le conclusioni della commissione d'accesso –commenta ancora il sindaco- ben sapendo che, allora, le stesse non potevano essere divulgate, è oggi accontentato e non credo proprio che abbia motivo di gioire".
E poi, rivolgendosi ai cittadini della sua Castellammare dice: “Voglio rassicurare la città, i cittadini perbene e le istituzioni che, da sindaco e da uomo politico, presterò come mio dovere e mia convinzione il più assoluto e totale impegno per assicurare, alla città, straziata da anni di malaffare e di torbide connivenze, il pronto e immediato ritorno a condizioni di legalità, di dignità e di civiltà”

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di Elisa Scarfogliero
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