Provincia / Caserta

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Quattrocento case in un'area a destinazione industriale

Ombre sull'ex tabacchificio: la vicenda arriva in Aula

L'opposizione mette alle strette il sindaco Di Muro

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Ombre sull'ex tabacchificio: la vicenda arriva in Aula
15/12/2011, 14:12

SANTA MARIA CAPUA VETERE - Dal centro commerciale ad un complesso abitativo: questo sarà il futuro dell’ex tabacchificio di Santa Maria Capua Vetere. Il progetto attuale prevede la realizzazione di circa 400 appartamenti in quella zona a chiara destinazione industriale. Addio quindi alla possibilità di creare sviluppo occupazionale. La vicenda giungerà presto in consiglio comunale a seguito della richiesta protocollata dagli esponenti della minoranza consiliare. Il primo cittadino Di Muro, oltre ad accusare gli esponenti politici del Pdl di una facile strumentalizzazione, ricorda anche che tutti i provvedimenti che riguardano attualmente quell’area risalgono alla precedente amministrazione. “Ho fatto una battaglia in prima persona – ha detto Di Muro - contro quel progetto edilizio, ma la legge sul piano casa, sebbene criticabile sotto molti profili, è una normativa pienamente vigente e consente l’edificazione di unità abitative in una zona classificata come area industriale dismessa. L’unico modo legittimo per fermare i lavori sarebbe stata una delibera di consiglio comunale da adottare entro il mese di marzo del 2011, la quale avrebbe dovuto individuare le zone di intervento”. Ma in quel periodo fu il commissario Luigi Pizzi a riproporre la stessa delibera votata dall’amministrazione Giudicianni poi approvandola con i poteri del consiglio comunale: in quel provvedimento non si precludeva l’applicazione della legge sul piano casa all’ex Tabacchificio nella parte in cui prevede la possibilità di trasformare volumetrie industriali dismesse in unità abitative. La minoranza consiliare intanto invita a fare chiarezza sulla vicenda ribadendo la propria contrarietà all’edificazione di un complesso abitativo che andrebbe a cancellare ogni speranza di sviluppo occupazionale in un’area che agli onori della cronaca è già finita per la morte dell’operaio Sergio Giusti dipendente della ditta Betom Me.Ca. di quel Di Rauso arrestato lo scorso 6 dicembre nell’ambito dell’operazione ‘Il Principe e la scheda ballerina’ perché ritenuto contiguo al clan dei casalesi.

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di Vincenzo Altieri
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