Provincia / Caserta

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L’autopsia eseguita avvalora l’ipotesi dello strangolamento

Omicidio a San Tammaro, vittima conosceva suo assassino

Oggi i funerali, intanto le indagini proseguono a tappeto

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Omicidio a San Tammaro, vittima conosceva suo assassino
23/07/2013, 10:30

SAN TAMMARO – E’ morta per strangolamento Katia Tondi, la donna di 31 anni trovata senza vita, sabato sera, nella sua abitazione di San Tammaro. Lo ha stabilito il medico legale al termine dell’autopsia sul cadavere eseguita all’Istituto di Medicina Legale dell’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. L’esame ha confermato la natura letale dei segni riscontrati sul collo della vittima durante l’ispezione esterna del corpo sul luogo del delitto. Il medico legale non ha rinvenuto altre ferite, né tracce di altri tessuti umani sotto le unghie, segno che la donna non ha opposto la benché minima resistenza. Oggi, a Santa Maria Capua Vetere, i funerali nella Chiesa della Madonna delle Grazie. Sul fronte delle indagini, intanto, gli investigatori del Commissariato di Santa Maria Capua Vetere, coordinati dal pm Luigi Musto, hanno continuato ad ascoltare parenti, vicini ed altri conoscenti ma non sarebbe emerso alcun particolare utile per risalire all’assassino e ricostruire il movente; al momento non ci persone iscritte nel registro degli indagati. Per gli inquirenti resta da colmare quel “buco orario” tra le 19 e le 20 di sabato quando il marito della giovane, Emilio Lavoretano, si è allontanato dall’appartamento al quarto piano di Palazzo Laurus per recarsi a fare la spesa, mentre la moglie veniva strangolata. L’uomo ha raccontato di aver trovato la porta semi-aperta ma gli investigatori non hanno rinvenuto segni di effrazione; è probabile che la donna abbia aperto al suo assassino, che lo conoscesse dunque, ma nel palazzo, nonostante l’ora, nessuno ha visto estranei o ha notato o sentito qualcosa di strano. Si scava, dunque, nella vita privata dei due coniugi e si analizzano una serie di scontrini fiscali che Lavoretano, gommista incensurato di Santa Maria Capua Vetere, ha consegnato agli inquirenti.

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di Emilio di Cioccio
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