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Sentenza della Cassazione, ora nuovo processo in Appello

Omicidio Di Caterino, pena da ricalcolare per gli assassini

Il 23enne fu ucciso davanti al carcere da 2 fratelli rumeni

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Omicidio Di Caterino, pena da ricalcolare per gli assassini
05/03/2014, 12:55

SANTA MARIA CAPUA VETERE - Aggredirono un 23enne, colpendolo più volte al capo con due mazze di ferro, nel parcheggio antistante la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere: a distanza di poco più di quattro anni da quel pestaggio, finito poi in tragedia, la Cassazione ha confermato le condanne per due fratelli di nazionalità rumena. Ma procediamo con ordine. I giudici della Suprema Corte, a conclusione di una lunga camera di consiglio, hanno riconosciuto la colpevolezza dei due aggressori, Bono e Bruno Seydovic, rispettivamente di 26 e 24 anni, ma dovrà essere fatto un nuovo calcolo della pena. Il 13 novembre del 2009, i due, armati di due mazze di ferro, aggredirono Raffaele Di Caterino, sfondandogli il cranio. La vittima riportò gravi lesioni anche al torace e morì dieci giorni dopo, senza riprendere mai conoscenza, nella sala di rianimazione dell’Azienda Ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta. Di Caterino, 23enne, originario di Casal di Principe, come risultò dalle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Caserta, aveva osato avvicinarsi alla moglie di uno dei due rumeni, per rivolgerle degli apprezzamenti. L’episodio avvenne davanti al carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove Di Caterino, unitamente a due amici minorenni, sostava in attesa della scarcerazione dello zio, Vincenzo Martino, titolare dell’agenzia funebre “Concordia”. In primo grado i due responsabili erano stati condannati, rispettivamente, alla pena dell’ergastolo il primo ed a 25 anni il secondo. Adesso, dunque, ci sarà un nuovo processo d’Appello.

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di Emilio di Cioccio
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