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Granato, Alfiero e Bartolucci hanno scelto l’abbreviato

Omicidio Noviello, ergastolo per tre degli undici imputati

CastelVolturno, prime condanne per il clan dei Casalesi

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Omicidio Noviello, ergastolo per tre degli undici imputati
05/12/2012, 10:20

CASTELVOLTURNO - Aveva denunciato i suoi estorsori, facendoli arrestare e condannare. Ma il 16 maggio del 2008 a Castel Volturno, in località Baia Verde, l’imprenditore Domenico Noviello fu assassinato brutalmente con otto colpi di pistola dall’ala stragista del clan dei Casalesi, capitanata dal super-killer Giuseppe Setola. E ieri è arrivata la sentenza di condanna per tre degli undici imputati che hanno scelto il rito abbreviato. Ergastolo per Davide Granato, Massimo Alfiero e Giovanni Bartolucci, così come aveva chiesto il pubblico ministero Alessandro Milita. Gli altri otto imputati saranno, invece, processati con il rito ordinario. Ma procediamo con ordine. Il gup del Tribunale di Napoli Isabella Iaselli ha condannato all’ergastolo tre degli esecutori materiali dell’omicidio di Domenico Noviello, titolare di una scuola guida a Castel Volturno. Concesso, inoltre, il risarcimento dei danni, pari a 50mila euro, a titolo di provvisionale, ai quattro figli, alla moglie e alla compagna di Noviello. La sentenza ha anche riconosciuto il risarcimento dei danni, pari a 2mln di euro, al Ministero dell’Interno, che si era costituito parte civile nel processo, e di 300mila euro a ciascuna delle varie associazioni costituitesi in giudizio, tra cui il Comitato Don Diana, la Fai ed il coordinamento antiracket. Noviello fu la seconda delle 18 vittime della strategia del terrore messa in atto tra il maggio ed il dicembre 2008 da Setola per riaffermare il predominio del clan sul territorio. Dalle indagini effettuate dalla Squadra Mobile emerse come Noviello fosse stato ucciso per vendetta giacché, nel 2001, aveva fatto arrestare per estorsione diversi esponenti dell’ala bidognettiana del clan, tra cui Alessandro e Francesco Cirillo, entrambi imputati per l’omicidio Noviello insieme a Setola, ed altri cinque esponenti dell’ala stragista nel procedimento con rito ordinario in corso davanti alla corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere. Alfiero fu uno degli esecutori: utilizzò due pistole semiautomatiche, sparando all’indirizzo di Noviello 25 colpi; Bartolucci fornì invece una delle armi mentre Granato svolse il ruolo di “specchiettista” avvisando il commando dell’arrivo della vittima sul luogo dell’agguato.

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di Emilio di Cioccio
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