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San Tammaro, ancora nessun iscritto nel registro indagati

Omicidio Tondi, il papà: “Katia conosceva bene assassino”

L’avvocato Mastellone rinuncia a difesa, Denti consulente

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Omicidio Tondi, il papà: “Katia conosceva bene assassino”
06/09/2013, 10:46

SAN TAMMARO - “Chi è entrato in casa e ha ucciso mia figlia, penso sia una persona che lei conosceva bene. Una persona amica o, peggio ancora, di famiglia”. Dichiarazioni shock quelle di Carlo Tondi, papà di Katia, la giovane trovata uccisa lo scorso 20 luglio all’interno della propria abitazione di San Tammaro. E in un’intervista rilasciata al giornalista Gianpietro Fiore, del settimanale “Giallo”, Cairo Editore, l’uomo non nasconde tutta una serie di perplessità, nel tentativo di far luce su un delitto che è ancora avvolto nel mistero. A rinvenire il corpo senza vita di Katia Tondi, 31enne, si ricorderà, fu il marito, Emilio Lavoretano, 31enne anche lui, appena rientrato in casa dopo aver fatto la spesa. Un alibi di ferro, quello di Lavoretano, dal momento che si sarebbe assentato tra le 19 e le 20 (orario in cui sarebbe avvenuto, appunto, il delitto) per fare la spesa in un supermercato di Capua. Ad oggi, però, nessuno risulta ancora indagato e dall’autopsia è emerso che Katia è stata strangolata, quasi sicuramente con il filo di un tessuto, dello spessore di un centimetro circa. “Chi l’ha uccisa - ha spiegato ancora Carlo Tondi - conosceva bene mia figlia. Lei era molto scrupolosa, non avrebbe messo in pericolo il bimbo che adorava, facendo entrare qualche estraneo in casa”. Il papà di Katia non nasconde anche un certo stupore, in merito al mancato sequestro dell’abitazione in cui è avvenuto il delitto. “Non è normale. Come possono aver raccolto le prove necessarie per risolvere il mistero? Per questo - aggiunge Carlo Tondi - ho nominato, su consiglio del mio avvocato Gianluca Giordano, un esperto criminologo: Ezio Denti. Non è pensabile che l’omicidio di una ragazza di 31 anni possa restare impunito”. Intanto, proprio nella giornata di ieri, la famiglia di Katia Tondi, oltre al papà Carlo che lo aveva già fatto in precedenza, si è affidata all’avvocato Gianluca Giordano, del Foro sammaritano, dopo la rinuncia presentata, per motivi di ordine deontologico, dall’avvocato Natalina Mastellone che difende anche la famiglia di Emilio Lavoretano.

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di Emilio di Cioccio
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