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Rimorchiatore italiano da due giorni nelle mani dei libici

Ore di ansia per l'equipaggio sequestrato


Ore di ansia per l'equipaggio sequestrato
21/03/2011, 10:03

Torre del Greco- Sono ore di ansia per le famiglie dei marittimi che fanno parte dell’equipaggio  dell’Augusta Offshore , il rimorchiatore d’altura italiano sequestrato dai miliziani libici nel porto di Tripoli. A  Piano di Sorrento, Torre del Greco e Casamicciola  si attendono di ora in ora notizie sui tre marittimi campani che fanno parte dell’equipaggio. Il marittimo di Torre del Greco  è Luigi Colantonio, 34 anni, divorziato, vive con i genitori, ed ha una figlia di otto anni di nome Rosa. Il fratello Antonio ha dichiarato di aver sentito per l’ultima volta Luigi sabato a mezzogiorno, era preoccupato e gli ha raccontato che a bordo c’erano 4-5 uomini armati ma che gli permettevano di avere accessi vari e  contatti con l’esterno, la telefonata è durata pochi minuti poi da allora non ha avuto più sue notizie. L’Asso 22  ha a bordo 11 uomini di equipaggio, composto da otto italiani di cui quattro siciliani, tre campani e un laziale, due indiani e un ucraino. Secondo la ricostruzione fatta dalla società armatrice, il rimorchiatore era giunto a Tripoli venerdì dal porto di Mellitah per normali attività. Qualificatesi come  Autorità portuali libiche, alcune persone sono salite  a bordo chiedendo una serie di dati tecnici, poi sono andate vie per ritornare nel pomeriggio rimanendo a bordo sino a quando alle 6,30 del mattino successivo  sono giunti militari libici armati che hanno intimato al comandante di sospendere tutte le comunicazioni ed hanno imbarcato due gommoni 'fast boat'. Da allora l’equipaggio è nella mani loro e segue una rotta non ben chiara. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa intervenuto in una trasmissione questa mattina ha dichiarato  “si stanno dirigendo verso ovest ma non abbiamo ancora la possibilità di sapere dove sono diretti perché vanno un po' zigzagando. A bordo ci sono militari libici armati''. La famiglia Colantonio non ha avuto contatti con la Farnesina e in queste ore si è recata a Riviera di Chiaia dove c’è la sede della società dell'imbarcazione sequestrata, un modo per vivere l’attesa più vicina al loro congiunto.
 

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di Simona Buonaura
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