Provincia / Ercolano

Commenta Stampa

Tra le ipotesi, si segue la pista dei riti satanici

Ossa e teschio ritrovati in strada, mistero ad Ercolano


.

Ossa e teschio ritrovati in strada, mistero ad Ercolano
06/07/2010, 16:07


ERCOLANO – Macabro ritrovamento ad Ercolano. Alcune ossa e un teschio sono state rinvenute in una cassa di legno, nei pressi della sede dell’anagrafe del comune della città degli scavi in via Marconi.
Al momento, gli agenti del locale commissariato di polizia che stanno indagando sulla vicenda, non escludono nessuna pista anche se la più accreditata sembra quella che conduce ad una serie di riti satanici. Il teschio e le ossa, alcune legate tra loro con un nastro bianco, altre con un filo di ferro, erano nascoste in una cassa di circa un metro; davanti, ritrovati anche dei fiori bianchi appassiti. La forma del teschio farebbe pensare ad una donna ma soltanto l’esame del dna, potrà aiutare a risalire all’identità del defunto.
Intanto le indagini si concentrano soprattutto sul luogo del ritrovamento; la cassa è stata ritrovata per la strada e non nei pressi di una chiesa o di un luogo consacrato, come di solito avviene per i riti satanici. Le ossa e il teschio potrebbero essere state portate via da un’eventuale setta che, per non essere scoperta, ha abbandonato la cassa per strada.
Gli investigatori, tuttavia, non escludono nemmeno l’ipotesi di un presunto raid all’interno del cimitero di Ercolano.
Al momento, sono pochi gli elementi in mano agli inquirenti che stanno agendo nel massimo riserbo. In queste ore, gli agenti di polizia, coordinati dal primo dirigente Giovanni Mandato, sono più volte tornati sul luogo del ritrovamento per tentare di scoprire nuovi elementi in grado di risolvere l’inquietante mistero. Si cercano anche testimonianza dei residenti della zona; qualcuno che abbia visto chi ha lasciato in via Marconi la cassa, piuttosto voluminosa e che quindi  non poteva di certo passare inosservata.
Molti i dubbi e gli interrogativi senza risposta. Qualcuna, forse, potrà fornirla l’esame del dna grazie al quale, si potrebbe risalire all’identità del defunto ritrovato nella piccola bara

Commenta Stampa
di Elisa Scarfogliero
Riproduzione riservata ©