Provincia / Salerno

Commenta Stampa

Pagani, Barone: “tagli alla scuola”


Pagani, Barone:  “tagli alla scuola”
21/07/2011, 11:07

Si può senz’altro affermare che alcune decisioni contenute nella manovra avranno effetti deleteri anche sulla sicurezza delle scuole, sulla creazione di scuole di serie A (con dirigente) e scuole di serie B (con reggente), sul peggioramento delle condizioni qualitative e di vivibilità perché:
- a seguito degli accorpamenti delle scuole, un unico dirigente dovrebbe occuparsi di “governare” e provvedere alla sicurezza, alla qualità, allo sviluppo didattico ed organizzativo di molti edifici; in centinaia di casi, lo dovrà fare un reggente;
- alle classi dove il rapporto numerico insegnante di sostegno e alunni disabili sia di 1:1, sarà possibile applicare la norma che prevede l’innalzamento del numero di alunni per classe, e, quindi, situazioni di sovraffollamento e di invivibilità.
Nella manovra non si parla di edilizia scolastica e, proprio per questo ed in sintonia con quanto affermato da Conferenza delle Regioni, Anci, Upi si ribadisce la necessità che:
- venga completata e resa accessibile l’Anagrafe dell’Edilizia scolastica, e, su questa base, sia definito un elenco degli interventi più urgenti e prioritari;
- siano esentati gli interventi dal rispetto del Patto di stabilità e siano defiscalizzati;
- vengano resi immediatamente disponibili i fondi del II piano stralcio dei fondi CIPE.
Investire sull’edilizia scolastica significherebbe peraltro rimettere in moto gli investimenti sul settore dell’edilizia pubblica.
Altri elementi problematici:
- la riorganizzazione delle rete scolastica è materia riguardante le Regioni e lo Stato, eventualmente in maniera concorrente (art.117 Costituzione). Perché è decisa esclusivamente dallo Stato?
- La scuola è esclusa dal blocco del turn over previsto per gli altri settori della pubblica amministrazione ma, poiché nella scuola i tagli sono stati realizzati nel triennio precedente, si afferma che le dotazioni organiche (docenti e Ata) non dovranno superare la situazione data (2011-2012), anche a fronte di un aumento della popolazione scolastica.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©