Provincia / Caserta

Commenta Stampa

Il complesso residenziale era stato set del film Gomorra

Parco Saraceno, in manette due affiliati dei Casalesi

Sono accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso

.

Parco Saraceno, in manette due affiliati dei Casalesi
20/10/2012, 13:32

CASTEL VOLTURNO - Il complesso residenziale Parco Saraceno di Castel Volturno, set del film Gomorra, di nuovo sotto i riflettori. Questa volta non per ragioni cinematografiche. I  Carabinieri hanno scoperto infatti che tutti i suoi inquilini, anche quelli abusivi, erano vittime di estorsione. A riscuotere erano due affiliati al clan dei Casalesi della fazione Venosa. La ex convivente del ras, Giovanni Venosa, elemento di spicco della famiglia dei “Cocchieri”, Anna Iannone e il suo attendente Marcello D’Angelo, entrambi arrestati alle prime luci dell’alba proprio all’interno del Parco Saraceno. I tre avevano costituito una vera e propria base operativa del crimine all’interno del parco, ove nulla si muoveva senza la loro approvazione e tutto era sotto il loro controllo. Dalla gestione degli affitti degli appartamenti, allo spaccio di droga. Proprio i traffici di stupefacente all’interno del parco hanno permesso ai Carabinieri di ricostruire l’esistenza di una vera e propria “agenzia immobiliare”. Le indagini, coordinate dalla Dda di Napoli, hanno fatto emergere ritorsioni di ogni tipo: danneggiamenti, furti, incendi e anche aggressioni fisiche nei confronti di chi ha provato a ribellarsi. Soprattutto extracomunitari. Spesso privi di permesso di soggiorno, intimoriti con minacce di morte. Gli inquilini erano costretti a versare dai 300 ai 500 euro a titolo di canone d’affitto, mentre a proprietari veniva intimato di rinunciare agli importi dovuti per la locazione. L’operazione rappresenta l’ennesimo tentativo di arginare le attività illecite, prevalentemente di natura estorsiva, eseguite in quella zona storicamente roccaforte del clan dei Casalesi e per tale motivo costantemente vessata nel tempo, malgrado i numerosi arresti ed il conseguente sensibile indebolimento dell’organizzazione criminosa. Nel “Parco” c’era una sola legge: quella dettata dal gruppo criminale. Stabilivano l’ammontare dell’affitto, la caparra da anticipare e anche la quota per la raccolta dell’immondizia e per il mantenimento dello stesso parco: una vera e propria ‘tassa condominiale’. Gestivano addirittura l’utilizzo dell’energia elettrica all’interno degli appartamenti mediante la manomissione dei contatori dell’Enel.

Commenta Stampa
di Daniela Volpecina
Riproduzione riservata ©