Provincia / Caserta

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Decisivo il contributo dei collaboratori di giustizia

Parete, estorsione a imprenditore: in cella 4 Casalesi

Ordinanza anche per un’ex volontaria dell’Esercito

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Parete, estorsione a imprenditore: in cella 4 Casalesi
12/02/2013, 10:06

AVERSA - Quattro affiliati al clan dei Casalesi, tra cui un’ex volontaria dell’Esercito Italiano, già al centro di diverse inchieste giudiziarie, sono stati arrestati dai carabinieri del reparto territoriale di Aversa e della stazione di Parete con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il cartello criminale, in particolare la fazione Bidognetti nel periodo in cui reggente era il capo dell’ala stragista Giuseppe Setola. Tra i fermati, in esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Napoli su richiesta della Dda, c’è Metello Di Bona, fedelissimo di Setola, che partecipò all’omicidio dell’imprenditore Domenico Noviello, avvenuto a Castel Volturno, la 26enne Laura Titta, già arrestata nel giugno del 2011 mentre prestava servizio nell’Esercito, accusata di aver favorito la latitanza di Emilio Di Caterino, componente dell’ala stragista fermato a Terni. Dopo il primo arresto, la 26enne fu congedata. I fatti contestati sono due estorsioni consumate nel 2008 e nel 2010 ai danni di un imprenditore edile di Parete che in quegli anni stava costruendo un complesso immobiliare con 20 appartamenti ed una villetta, e che secondo le indagini avrebbe versato in totale 23mila euro di tangente. La soldatessa, hanno accertato i militari del Reparto Territoriale aversano, nel corso di un colloquio in carcere avvenuto prima del Natale del 2008 con il suo compagno di allora, Giovanni Mola, affiliato al clan dei Casalesi e divenuto poi collaboratore di giustizia, si fece consegnare un pizzino con il nome della ditta affinché la visitasse per il pizzo natalizio, insieme al 30enne Bartolomeo Vitiello, anch’egli arrestato dall’Arma; l’ordine, è stato accertato, proveniva da Giuseppe Setola. In manette è finito per gli stessi fatti anche il 31enne di Villaricca, Lorenzo Griffo. Decisive, ai fini delle indagini, le intercettazioni telefoniche e ambientale oltre che le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia.

 

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di Emilio di Cioccio
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