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PD: "Consiglio a porte chiuse per parlare di personale"


PD: 'Consiglio a porte chiuse per parlare di personale'
10/07/2010, 15:07

BACOLI (NA) - "Chiedo un consiglio a porte chiuse". Questa è la singolare volontà di un eletto nel PD bacolese, Macillo Francesco. Lascia perplessi i membri della maggioranza ed i colleghi consiglieri dell’UDC e della civica “Ci Mettiamo La faccia”. Un’istanza giunta ieri durante il consiglio comunale che ha visto l’elezione delle commissioni permanenti e la modifica dell’art. 18 dello statuto comunale: da ieri sera Il Sindaco può incaricare un consigliere comunale di svolgere attività di studio su determinate materie, compiti di collaborazione circoscritti all’esame ed alla cura di situazioni particolari, che non implichino la possibilità di assumere atti a rilevanza esterna, né di adottare atti di gestione spettanti agli organi burocratici.
All’ordine del giorno vi erano anche due mozioni, una riguardante la riqualificazione urbana ed ambientale della città, l’altra le politiche del personale. Proprio quest’ultima ha dato vita ad un teatro, dove la battuta tragicomica è spettata al PD. “Si indìca un consiglio a porte chiuse per discutere di un tema così delicato- ha affermato durante l’assise il consigliere Macillo- come il personale. Potrebbe dare adito a situazioni delicate da gestire”.
La richiesta di Macillo giunge dopo la presentazione della mozione da parte di un altro uomo del PD, Mancino. Cinque i punti avanzati: assunzione di 15 lavoratori socialmente utili, introduzione dei dirigenti nella pianta organica, assistenza e previdenza del personale, rinnovo del tempo indeterminato della Polizia Municipale, e la progressione verticale nel sistema di classificazione.
Un’ interpellanza che è stata ritirata dallo stesso Partito Democratico, dal suo presentatore Mancino, dopo aver ascoltato i diversi “no” giunti in aula, anche dai banchi della stessa opposizione, come quello del consigliere Josi Gerardo Della Ragione: “Siamo per la trasparenza, è assurdo chiudere le porte ai cittadini”. La posizione condivisa sembra invece essere stata quella del PDL: “Lavoriamo nelle commissioni e portiamo in aula i punti da discutere ed approvare”.
Pochi istanti prima di passare al voto della proposta targata PD, lo stesso Mancino ha deciso di ritirarla.
Da una richiesta azzardata, come quella di un Consiglio a porte chiuse, per discutere di nuove e attuali leve, di future assunzioni e di personale da pensionare assunto con la legge 285 sul finire degli anni ’70, alla decisione improvvisa di accettare un consiglio ad hoc, ma a porte apertissime.
Come mai tutto doveva essere fatto proibendo alla cittadinanza di poter ascoltare? Sarà che forse dal 77, anno della 285, è passata tanta di quell’acqua sotto ai ponti, ristagnata in qualche punto, e non si vuole farne sentire la puzza?
Mistero della politica!

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di Elisabetta Froncillo
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