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Il primo congresso cittadino elegge il suo direttivo

PD: Figliolia è il nuovo segretario cittadino puteolano


PD: Figliolia è il nuovo segretario cittadino puteolano
06/07/2010, 11:07

POZZUOLI (NA) – In un caldo e soleggiato fine-inizio settimana di luglio arriva il direttivo cittadino del Partito Democratico. Dopo tre anni dalla sua costituzione il Partito Democratico riesce ad ottenere il suo primo organo costituente. 427 votanti che hanno scelto il loro segretario cittadino, l’ex sindaco Vincenzo Figliolia, coordinatore uscente del PD e membro dell'assemblea nazionale.
Unica lista con 55 membri.
Risultato diverso per le elezioni provinciali: la corrente che appoggia Tremante ha conquistato 305 voti, portando in assemblea provinciale ben 11 candidati: Di Francia Luigi, Di Gennaro Elena, Cammino Francesco, Lubrano Maria Anna, Buonanno Oreste, Basile Clara, Buono Elio, Di Meo Alessandra, Musto Antonio, Esposito Maria Anna, Massa Mario.
L’ala minoritaria del PD puteolano, quella facente capo a Tito Fenocchio, ha eletto 4 rappresentanti: Basile Giovanni, Schiavone Angela, Di Falco Antonio, Gaudino Giulia.
Una forza che va coalizzandosi all’interno del Partito Democratico intorno a Vincenzo Figliolia, possibile prossimo candidato sindaco della città di Pozzuoli, che si esprime con questo voto di Congresso.
Il giorno precedente alle stesse elezioni il partito si è riunito pubblicamente presso l’hotel Gli Dei dove ha incontrato la cittadinanza e le diverse forze politiche territoriali.
Qui sono state tante le voci diverse tra loro ad uscire dal solito coro.
In tanti hanno richiesto le primarie di coalizione per la scelta del sindaco, anche appartenenti allo stesso PD, come Tito Fenocchio. Liberi cittadini hanno infine posto l’accento sui tanti errori che da troppo la politica si trascina dietro, soffermandosi più sugli aspetti personali che partitici.
A fronte di tanti pareri è intervenuto il segretario cittadino, Vincenzo Figliolia, che con pacatezza ha dato risposte puntuali, quasi come fosse il suo primo discorso da neo eletto, ancor candidato.
“Sono abituato a confrontarmi e a mettere in discussione il mio operato, la mia faccia. Sono venuto con umiltà, con gli amici del partito, abbiamo cercato insieme una sintesi. Se siamo riuniti, il tutto avviene proprio per un duro lavoro che portiamo avanti da tempo- ha poi continuato- Non ho paura di confrontarmi con le diversità, parto dal presupposto che devo misurarmi con le altre voci ed anime, per fare sintesi di idee e programmi atti a rispondere alle esigenze della città. Non sono mai scappato, mi sono sempre messo in discussione, mettendo tutto in gioco. ” Ha precisato con quest’ultima battuta alle accuse di “assenza” in determinati momenti, a determinate richieste.
A chi ha puntato l’indice contro una politica che ha immobilizzato la città per decenni, a chi lo accusa di essere egocentrico politicamente, di voler evitare le primarie di coalizione, e di voler correre da solo, ha risposto: “Se dobbiamo fare l’analisi di 20 anni di politica di questa città possiamo pure ragionarci sopra e possiamo anche profondamente entrare nel merito delle questioni, la cosa non mi spaventa e potrebbe anche rendermi orgoglioso.
Oggi nell’interesse della città, innanzitutto io, e ve lo sottolineo, sono disposto a fare un passo indietro per costruire un partito e una classe dirigente, nell’interesse della città. È questo il mio obiettivo: la città e i problemi vengono prima delle persone.”
La città prima di tutto dunque. Il suo rilancio. Poi l’attenzione si sposta sugli ultimi 2 decenni di politica locale: “Non è vero che ci sono sempre le stesse persone, molte si sono ripetute con incarichi diversi, forse è più corretto così. Molti oggi non compaiono più. Se facciamo un’analisi, è pur vero che c’è chi ha avuto grosse responsabilità nei confronti della città, ma è altrettanto vero che è meglio forse che stamattina non sia presente in questa sala”.
Non fa nomi, lascia spazio all’immaginazione e alla memoria. Chi potrebbero essere gli assenti di cui si può fare a meno? I tanti che hanno lasciato il partito passando nel centro destra? Gli ex presidenti del Consiglio, come Lucignano?
Una risposta da Figliolia arriva anche per Fenocchio, che da minoranza del partito alza la voce per farsi sentire, invitando a non abbassare la guardia su temi importanti come imprenditoria e legalità, e su realtà “straniere” che hanno soltanto abusato di Pozzuoli, come le varie Scabec e realtà regionali.
“A Tito dico che sai bene qual è il ruolo che abbiamo svolto rispetto ai cosiddetti poteri forti, il ruolo che abbiamo svolto con grande determinazione, in tutte le sedi, battendo i pugni sui tavoli.
Sai bene che questa città nel momento in cui ha votato l’accordo di programma e l’assetto generale della città ci ha visti impegnati- continua Figliolia- Sai bene cosa è la Scabec e chi l’ha portata avanti, e quante fatiche è costato non far opprimere questo territorio, le fatiche sopportate per una serie di lacerazioni con tutti coloro che hanno avuto un ruolo importante, siano essi Sovrintendenti o presidenti della Regione. Per non far prevaricare nessuno su questo territorio ci siamo opposti con forza, ci sono stati momenti di alta tensione.”
Non si dimentica dunque ciò che è stato il passato. Poi continua il nuovo segretario dicendo: “Non sono abituato a gettare tutto a mare. Parto da questa esperienza che deve darci la forza di poter stabilire delle linee programmatiche prima all’interno del Partito per poterci confrontare con la coalizione di centro sinistra per poterle attuare.”
Da qui il suo impegno con la città, quasi un discorso premonitore da candidato primo cittadino, più che segretario di partito: “Il territorio, con i suoi interessi generali, deve rientrare in un discorso che porti occupazione, redditività e produttività a Pozzuoli. Questa è una città dove l’industria ha rappresentato un grande interesse, sano. Dobbiamo puntare su un’economia sana, fatta anche di piccola industria, che possa tenere fuori la criminalità organizzata. Gli interventi dei Giovani Democratici devono rappresentare lo stimolo per una sfida che ci vede accomunati e che deve allargare gli orizzonti: formare una nuova classe dirigente capace di lasciare un segno indelebile per il futuro. Il desiderio più grande che oggi abbiamo è quello di vedere di nuovo una Pozzuoli normale: che diventi la città delle regole. Oggi è dominata da un’anarchia totale che da circa 4 anni ha colpito tutti i campi. È una sfida che dobbiamo lanciare, tirando dentro le forze sane di questa terra come commercianti, insegnanti, associazioni. Dobbiamo alzare una barriera non con le chiacchiere ma con in fatti. Innanzitutto dalla macchina comunale che deve avere un ruolo importante: i dirigenti hanno assunto un ruolo fondamentale, di potere e controllo. Molto probabilmente la politica ha le sue responsabilità ma non è ammissibile che un ente comunale come il nostro che ha come risorsa maggiore il suo personale di 1300 dipendenti non riesca a far funzionare gli uffici in tutta normalità. Cerchiamo questo come qualcosa di straordinario, e non è ammissibile: le regole vanno rispettate al di là della politica, senza lacci e lacciuoli.
Abbiamo un altro bene, le periferie. Un’altra sfida, che parte dall’edilizia residenziale pubblica, per la quale dovremo confrontarci con il Governo centrale ed esigere ciò che ci spetta”.
Alcune battute arrivate quasi come un'ammissione di colpe condivise, come il passaggio sui dirigenti.
Poi da qui l’apertura alle altre forze politiche per costruire il programma: “Penso che il potere forte siamo noi e assumo questa parola su di me e non mi impressiona la sfida da affrontare per il territorio. Lungo il corso degli anni da questo partito mi aspetto un confronto aperto a tutti serio e costruttivo. Penso che dovremo lavorare tutta l’estate per poter preparare una conferenza programmatica per la coalizione di centro sinistra, che dia poi certezza degli obiettivi per i cinque anni di consiliatura.
C’è bisogno di una coalizione forte, allargata, aperta a quell’area moderata di questa città, cercando anche un rapporto con l’UDC, una forza produttiva e energica ma evitando di fare un’armata Brancaleone, perché in questa città, e i fatti lo hanno dimostrato, non serve a nulla”.

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di Elisabetta Froncillo
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