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Piazza Orsini, Iadanza e Aversano chiariscono la posizione del Comune


Piazza Orsini, Iadanza e Aversano chiariscono la posizione del Comune
27/03/2012, 16:03

Benevento, 27 marzo 2012 – L’assessore alle Opere Pubbliche del Comune di Benevento, Pietro Iadanza, ha rilasciato stamani la seguente dichiarazione:

“In merito alla comunicazione inviata al Settore Urbanistica di una S.C.I.A. da parte di Rosa Coscia, affittuaria dell’area di proprietà del Consorzio C.E.P.I.O., per il rifacimento dell’asfalto di piazza Orsini, ritengo opportuno far conoscere alla città lo stato dei programmi che il Comune sta perseguendo negli anni per la sistemazione di quest’area nodale del centro urbano e la linea che questa amministrazione vuole continuare a perseguire.

Per meglio comprendere lo stato dell’arte voglio ricordare che l’iter procedurale ha inizio con la delibera di Consiglio Comunale n° 41/2000 con la quale veniva approvato il progetto preliminare per la sistemazione di piazza Orsini; successivamente, con delibera di G.M. n. 241 del 27.07.2000 veniva approvato il bando di concorso di progettazione architettonica relativa alla sistemazione di piazza Duomo e piazza Orsini. Alla base di tale bando fu posto il progetto preliminare suddetto, ed al concorso risultò vincitore il gruppo degli architetti Gabetti e Isola, al secondo dei quali, in seguito al decesso del primo, fu corrisposto il primo premio consistente nell’incarico di progettazione definitiva ed esecutiva a norma del punto 3.7 del bando di concorso.

Si giunge così al 12 dicembre 2003, quando, con determina dirigenziale del Settore LL.PP. n° 954, veniva autorizzata la stipula di una convenzione con il prof. Aimaro Oreglia d’Isola avente appunto per oggetto la progettazione definitiva ed esecutiva della sistemazione di piazza Orsini, con il conferimento dell’incarico e la sottoscrizione della convenzione tra il dirigente pro tempore dei Lavori Pubblici ed il professionista in data 23 gennaio 2004.

L’arch. Aimaro Isola consegnò la progettazione definitiva appaltabile per la sistemazione di piazza Orsini, nel rispetto del progetto di massima vincitore del concorso e delle indicazioni fornite dalle competenti Soprintendenze, progetto che fu inserito nel PIT Asse Città e poi nel Parco Progetti Regionale ma non finanziato, e che allo stato non è stato ancora approvato per la necessità di perfezionare alcune procedure amministrative.

Voglio infine rassicurare la città che l’amministrazione comunale intende portare a conclusione l’iter suddetto e realizzare l’importante opera pubblica. Senza limitare il diritto di proprietà ed interferire con esso, consentirà quindi ogni intervento manutentivo purchè ciò non concorra alla rivalutazione dell’area ed alla lievitazione dei costi di acquisizione della stessa”.

Sull’argomento è intervenuto anche l’assessore all’Urbanistica, Marcello Aversano, il quale ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Il dirigente del settore Urbanistica, Salvatore Zotti, ha emesso un’ordinanza con cui si intima alla signora Rosa Coscia di rendere immediatamente fruibile la viabilità pubblica, così come indicato nella cartografia allegata alla comunicazione, e di sospendere i lavori e presentare un progetto di ripristino dei luoghi previa acquisizione del nulla osta della Soprintendenza Archeologica”.

Per meglio comprendere l’opera programmata si riportano di seguito alcune note sul progetto estratte dalla relazione del progettista.

Il Progetto elabora uno schema flessibile da aggiornare e reinventare con elementi architettonici che possano valorizzare i reperti rendendoli percepibili dalla piazza.
Lo schema di progetto comprende soluzioni in cui le tracce del primo strato pre-bellico possano essere valorizzate da pozzi archeologici visibili dalla piazza e/o visitabili in alcune parti corrispondenti ai livelli più bassi, senza compromettere la fruibilità della piazza.

Il progetto si rifà a soluzioni adottate in occasioni simili (ad esempio nel caso del parco archeologico di Torino, o nella piazza della Pilotta a Parma) che sostanzialmente non considerano solamente lo spazio planimetricamente ma nella sua dimensione tridimensionale e soprattutto in sezione.
Immagina la storia come stratificazione di successivi livelli: manufatti, polvere, terra, macerie e residui del passato che vanno valorizzati e integrati con l’ultimo livello, quello del presente che per noi oggi è ancora futuro, racchiuso in quei disegni che saranno, potranno essere chiamati esecutivi solamente intrecciando rilevamento archeologico e progetto in progress.

Preesistenze tra rilievo grafico e memoria

Nel progetto è contenuto il ricordo dei terremoti del 1688 e 1702 e dei bombardamenti del 1943. Le ferite aperte sono state ulteriormente dilatate, procurando amputazioni gravissime.
Alla memoria che viene dalle antiche documentazioni, si aggiunge ora la memoria che viene dalla volontà architettonica ed urbanistica di ridare un aspetto, fortemente significativo, ad un complesso che l’aveva smarrito. È il concetto di memoria - riferito non certo all’iter secolare di formazione del complesso, ma alla sintesi colta dalla cultura architettonica contemporanea - a proiettarsi con forza sul contenitore lasciato vuoto dalle demolizioni.

Le preesistenze archeologicamente emerse o emergenti costituiscono il punto centrale del progetto.

Come preesistenza archeologica si fa qui riferimento non solo alle risultanze degli scavi ma soprattutto alle stratigrafie riemergenti dalla città antica di Benevento: non si tratta quindi di vincoli ma di incrementi al progetto come iter in via di sviluppo.

Il sagrato del Duomo, Piazza Duomo e la nuova Piazza Orsini

Il tema del Sagrato del Duomo, definito all’interno del progetto in corso, era stato precedentemente affrontato studiando le carte antiche, in particolare analizzando quello che era il rapporto che instaurava con il fronte costruito prospiciente.
Rispetto al sagrato e a Piazza Duomo alla nuova piazza è stato però dato un carattere più aperto. Viene infatti addolcita la separazione degli spazi data dai parapetti attraverso una gradinata continua che sfuma naturalmente all’aumentare del livello del terreno circostante.

La piazza, la memoria dei sedimenti antichi e l’area archeologica

Il gioco dei livelli, che ha inizio nel punto - sacro gia per i Romani - dove si incrociano via Garibaldi e via Goduti, e dove di fatto si “toccano” Piazza Duomo e Piazza Orsini, definisce il rapporto tra la presenza degli scavi archeologici (quelli realizzati come quelli da realizzare) e la memoria degli antichi sedimenti.
Salendo i gradini o giungendo al piano attraversi i punti in cui si raccorda col terreno circostante ci si troverà a camminare su un pavimento in grossi basoli di pietra lavica con un disegno a intarsio in pietra calcarea locale e marmo che recupera la traccia dei due corpi amputati dalla violenza della storia.
Si percorreranno così una serie di stanze evocate, oltre che dagli intarsi, da differenti tessiture di pavimentazione, sempre in pietra lavica, e da un sistema di sedute modulari in pietra calcarea o marmo che, sovrapponendosi liberamente agli intarsi, riporteranno il disegno di pavimentazione anche in alzato.
File di colonne poste lungo il perimetro degli antichi sedimenti ricondurranno al dimenticato rapporto tra pieni e vuoti nella piazza. Alla base di ogni colonna e sulla sommità di quelle perimetrali troveranno posto delle fioriere, le colonne sosterranno inoltre catene o reti metalliche per rampicanti.
Colonne più alte porteranno i corpi illuminanti appoggiandosi sul bordo di due vasche con acqua a filo seduta e aiuole (con alberi tipo taxodium disticum e arbusti), memoria di corti e giardini interni agli isolati.

Reversibilità e modularità

Particolare attenzione è stata rivolta alla possibilità di modificare l’aspetto della piazza in vista dei futuri sviluppi dell’area archeologica ma anche nell’ottica di un adattamento della piazza stessa ai possibili eventi che vi potranno avere luogo. Si è giunti così alla definizione di un sistema costituito da elementi modulari riposizionabili con facilità (sedute) o smontabili e rimontabili in diversa posizione in tempi brevi (colonne).

- Le sedute in pietra e marmo sono studiate in modo da avere sempre un lato concavo con raggio uniforme che permette loro di ruotare intorno alle fioriere circolari alla base delle colonne. Le sedute possono così sovrapporsi al disegno della pavimentazione senza dover essere tagliate ad hoc per adattarsi agli angoli di incidenza irregolari che caratterizzano gli intarsi.
Si ottiene così un elemento modulare posizionabile lungo tutti gli intarsi della piazza, che varia soltanto in lunghezza.

- Le colonne, il cui rivestimento riporta alla varietà di materiali caratterizzante entrambe le piazze (sono previsti conci in pietra di Apricene, in pietra di Santafiora, laterizi di diversa composizione foggia e cromatismo, rivestimenti in marmo di Carrara, altri ancora in intonaco e tufo, o con lamiere di rame ossidato e acciaio zincato), saranno completamente smontabili. Le colonne, costruite intorno a un’anima di acciaio, si innesteranno sul basamento della piazza in corrispondenza dei punti di incontro degli intarsi a pavimento e potranno essere inserite all’interno di ognuno di questi nodi, per l’occasione liberato dal segmento di intarsio sovrastante.

- La vasca centrale é studiata in modo da poter essere smontata e ricollocata in altra posizione senza in questo modo alterare il disegno della pavimentazione.

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di Redazione
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