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Politiche sociali, aprono le quattro ‘mense sociali’


Politiche sociali, aprono le quattro ‘mense sociali’
24/06/2010, 12:06

Le mense sociali sono nate per soddisfare innanzitutto il bisogno primario dell’alimentazione. In una città come Giugliano c’è ancora chi non ce la fa a procurarsi il pasto. Si tratta di chi è senza lavoro o ne è stato escluso, dei tanti immigrati che approdano in Italia per costruire un futuro migliore per sè e per i figli , di anziani soli, di famiglie in difficoltà economica, di persone in condizione di precarietà sociale e relazionale, di chi ha problemi di salute, di giovani fragili. Quattro sono le realtà per il servizio di mensa sociale nel comune di Giugliano, scelte sulla base di una mappatura del bisogno presente sul territorio, con l’obiettivo di fornire supporto alle persone con grave disagio economico. Infatti, con la determina dirigenziale nr. 1171 l’assessorato alle Politiche sociali retto da Mario Delfino ha avviato le procedure per l’affidamento di un sostanzioso contributo alle sedi di distribuzione dei pasti caldi.
Il progetto prevede l’apertura di quattro mense sociali (‘Cento Uria presso Area 58’ via Verdi; ‘Piccola Casetta di Nazareth’ via Staffetta; ‘Parrocchia Madonna delle Grazie’ via Madonna delle Grazie; ‘Caritas Regina Pacis’ via S. Teresa D’Avila) tali strutture dovranno garantire la copertura dei pasti per 100 cittadini svantaggiati inviati dal servizio di Segretariato Sociale. Come sostiene la dirigente del settore Socio-Sanitario Rosa Ariano “Il pasto sociale ha una sua validità e concretezza di sistema e quindi anche un valore aggiunto per Giugliano”. “Il ‘pasto sociale’ infatti rappresenta la condizione di base per agevolare non solo la sopravvivenza delle fasce più deboli, ma anche la possibilità di ‘guardare avanti’ per cercare opportunità di riscatto. Si deve quindi offrire il pasto sociale unitamente a servizi di accompagnamento per una svolta economico-sociale. Bisogna creare ‘aziende di solidarietà’
convinte che l’unico modo per essere caritatevoli è essere competenti. E’ indispensabile – conclude Ariano - concepire l’emergenza sociale non come un “fatto” da subire, ma come un problema da affrontare con professionalità e soprattutto da gestire con continuità”. Nelle mense prestano servizio operatori e volontari della Croce Rossa, in un clima di collaborazione. Oltre che a svolgere le mansioni attinenti alle attività di mensa, il servizio deve qualificarsi per la sua disposizione all’accoglienza e all’ascolto dell’utente. E’ attraverso la relazione, infatti che si può realmente aiutare la persona in difficoltà, capendone i bisogni e supportando la sua ricerca di soluzioni. Il pasto è dunque un’occasione per stabilire con gli ospiti non solo un rapporto di fraterna accoglienza, tenendo conto che, per molti di loro, la mensa è un momento di pausa e di serenità in una giornata fatta di fatica, di difficoltà e frustrazione, ma soprattutto diventa il giusto pretesto per guidare il cittadino lungo le diverse reti integrate di servizi che l’istituzione giuglianese offre.

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di Redazione
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