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Pronto lo sfratto per 14 famiglie che rimarranno senza casa

Portici: sgomberi forzati a Palazzo Mascabruno


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Portici: sgomberi forzati a Palazzo Mascabruno
07/06/2010, 12:06

PORTICI – Tutto pronto a Portici per lo sgombero forzato di Palazzo Mascabruno, storica dependance della Reggia, da oltre trent’anni occupata da decine di famiglie di senzatetto.
Nelle scorse settimane 15 famiglie avevano già deciso spontaneamente di abbandonare lo stabile e cercare una nuova sistemazione. E’ previsto per domani, l’inizio delle operazioni, effettuate da polizia e vigili urbani, per allontanare i 14 nuclei familiari rimasti ancora nel palazzo dichiarato, però, inagibile. In tutto 43 persone, tra cui undici bambini, due disabili e molti anziani che, al momento, non hanno ancora un posto dove andare.
In molti, si sono rivolti anche a parrocchie e conventi della zona per chiedere un riparo in attesa di trovare una sistemazione definitiva. Ma anche qui le porte sono rimaste chiuse.
In queste ore, è sceso in campo anche il Sunia, il sindacato degli inquilini, che ha chiesto al prefetto di Napoli una proroga di dieci giorni per cercare di gestire almeno i casi più delicati.
Molti dei residenti di Palazzo Mascabruno, vennero sistemati qui proprio dal Comune, dopo il terremoto del 1980; e gli stessi, proprio ieri, si sono riuniti nel cortile della storica dimora per capire come muoversi e cercare una soluzione.
Nessuno, infatti al momento ha trovato una nuova casa da fittare: colpa soprattutto dei canoni troppo alti e dunque impossibili da coprire per le famiglie interessate.
La proposta di sistemare delle tende in un’area abbandonata per riparare almeno i bambini, è stata bocciata dall’amministrazione comunale.
Un dramma della povertà, insomma. In molti casi, infatti, non si è riusciti a trovare una sistemazione alternativa perché molti proprietari si rifiutano di fittare i propri appartamenti ai “senzatetto di Mascabruno”.
Intanto, le forze dell’ordine stanno mettendo a punto i dettagli del piano di sgombero varato dalla questura e dall’amministrazione comunale per evitare tensioni ed incidenti.

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di Elisa Scarfogliero
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