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Paura in uno stabile. Nessuna prtezione conto le mareggiate

Porto di Torre del Greco, il mare arriva nelle case


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Porto di Torre del Greco, il mare arriva nelle case
04/01/2010, 12:01

TORRE DEL GRECO – Vivere da rifugiati, col mare che appena al di là della porta-finestra incombe con la sua naturale violenza. C’è chi, per viverlo, si concede un reality su un’isola deserta, e chi con un problema del genere combatte ogni santo giorno. Da sedici anni. Fuori dai meccanismi televisivi, ma dentro una realtà insolita, vivono quattro famiglie di Torre del Greco, residenti in uno stabile in via Gabella del Pesce, nella zona portuale della città corallina. L’edificio dove abitano, costruito nel lontano 1978, affaccia proprio sulla scogliera in un angolo per nulla protetto della costa torrese. Lì, dove quando c’è il sole sembra il paradiso e al primo acquazzone si scatena l’inferno, più di venti persone vivono da circa trent’anni. Trenta lunghi anni, in cui si è provato più di una volta a richiamare l’attenzione delle autorità competenti per trovare un rimedio al “mare pazzo” che entra nelle case dei residenti.
“Risale a sedici anni fa il primo reclamo – spiega Anna Pellino, residente nello stabile -  fatto a nome di tutti i residenti alla Capitaneria di Porto di Torre del Greco e al primo cittadino torrese. Allora non abbiamo avuto risposte. Era il 1993 e quell’anno il maltempo durò per settimane ed il mare faceva veramente paura”
La signora Pellino è costretta a rinchiudersi in casa nei giorni di forte maltempo. Le onde del mare inondano il suo terrazzo sporcandolo d’acqua salata e detriti. Anche la camera da letto e in parte impraticabile. Impossibile aprire la finestra, l’acqua arriverebbe a bagnare il letto e parte dell’arredamento. “Una condizione in cui non si può più vivere, soprattutto con i forti venti di questi giorni, – continua la Pellino – per non parlare delle macchie d’umidità che ho in giro per casa. Le mie pareti sono per metà senza intonaco, e gonfie di umidità. Non passa inverno che io e le mie figlie non prendiamo una bronchite”.
Qualche anno fa un primo bagliore di speranza lo si era avuto, “l’ex comandante della capitaneria torrese, - spiega la signora Annamaria, altra residente dello stabile - su nostro reclamo, ci fece spostare in blocco in un albergo per procedere a degli interventi.  Ci furono pagate tutte le spese, ma di miglioramenti non ne abbiamo visti. Successivamente abbiamo segnalato il problema anche alla Provincia di Napoli e alla Regione Campania, nonché nuovamente al sindaco torrese. Ma la situazione attuale spiega bene quale risposta abbiamo avuto”.
Nell’edificio, ormai vecchio e con le pareti esterne erose dall’acqua marina, vivono anche due persone disabili per cui, in caso di imminente pericolo, sarebbe quasi impossibile abbandonare la propria abitazione. Le nostre telecamere, sono andate sul posto a commentare una situazione ai confini della realtà per cui, nel 2010, ancora non si trova rimedio.

 

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di Salvatore Formisano
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