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Depuratore di Cuma e frazione Licola al centro del dibattito

Pozzuoli: convegno "G.Democratici" contro degrado ambientale


Pozzuoli: convegno 'G.Democratici' contro degrado ambientale
18/03/2012, 09:03

POZZUOLI (NA)  -  Il problema del disinquinamento litorale flegreo - domitio, torna spesso d’attualità  e del resto non potrebbe essere altrimenti per la zona dei Campi Flegrei, deturpata dal mal funzionamento di sistemi di canalizzazione delle acque piovane e sistemi fognari, spesso a mezzo servizio o in taluni casi per niente funzionati.  Dell’argomento se ne è discusso venerdì scorso presso lo stabilimento balneare ”Le Dune” di Licola.  Il convegno  organizzato dai “Giovani Democratici” di Pozzuoli  ha avuto come tema: “Depuratore di Cuma; Licola degrado o svlippo?”.  
Presenti all’incontro, Gennaro Lubrano  - Ingegnere ambientale,  Michelangelo Luongo -  Esperto in ambiente,  Enrico Micillo del Consorzio Balneare, l’onorevole Antonio Amato presidente della Commissione Ecomafie e Mario Pirone - Cittadino di Licola.  
Ad introdurre il dibattito, Alessandra Di Meo , rappresentante dei Giovani Democratici di Pozzuoli.  La relazione tecnica, invece,  è stata affidata all’ingegner Gennaro Lubrano  e Michelangelo Luongo che hanno illustrato  gli impianti, compreso il depuratore di Cuma,  che portano acqua sia piovana che “nera” nel mare di Licola e Cuma. 
 
Enrico Micillo, che è anche gestore del complesso “Le Dune”,  da operatore del settore balneare, ha invece focalizzato l’attenzione sulle  problematiche legate al cattivo funzionamento del depuratore e alla mancata sorveglianza sugli alvei di raccolta delle acqua piovane;   denunciando un vero è proprio disastro ambientale.  

Anche, Vincenzo Figliolia (presente all’incontro), leader dei Democratici puteolani e candidato sindaco del centro sinistra per la prossima tornata elettorale del Comune di Pozzuoli,  pur ammettendo  alcune mancanze sul tema “depuratore” nelle sua esperienza da Sindaco -  ma promettendo un impegno nel caso dovesse essere eletto -  è stato concorde sulla necessità urgente di approvare piani di riqualificazione, non solo per quanto riguarda il “collettore” di Cuma, ma anche per gli altri sistemi di canalizzazione e depurazione acque presenti lungo il territorio flegreo, allo scopo di migliorare le acque del Golfo di Pozzuoli e del Litorale.
Ma andiamo ad esaminare nello specifico le infrastrutture “incriminate”:

Il depuratore di Cuma. L’impianto   funziona in maniera ridotta. La maggior parte delle strumentazioni e delle vasche delle varie fasi di depurazione sono ferme per manutenzione e alcune sono ritenute non idonee, spesso il refluo non viene adeguatamente depurato e viene scaricato a mare, presentando valori sempre oltre i limiti di legge. 

L’alveo dei Camaldoli. Ricade nel bacino nord-occidentale della Campania e comprende ben 127 comuni, per un totale di circa 3 milioni di abitanti. Fu realizzato dai Borboni nel corso dell’800 al fine di incanalare e regimentare le acque di origine meteorica provenienti dalla collina dei Camaldoli. Dopo aver attraversato il territorio compreso tra i centri abitati di Mugnano e Calvizzano, attraverso un altro percorso (Nuovo Alveo )   confluisce con il canale di Quarto poco a monte della Domitiana; infine riceve, le acque della zona bassa del comprensorio di Licola mediante un impianto idrovoro, per poi giungere a mare dopo un percorso della lunghezza di circa 25 km. L’alveo è ormai ad uso promiscuo, in gravi condizioni di inquinamento a causa dell’immissione di acque reflue civili ed industriali e dello sversamento incontrollato di rifiuti solidi di varia natura e di materiali di risulta, che talvolta determinano, localmente, pericolose situazioni di restringimento. Attualmente l’alveo si presenta in molti tratti come una fogna a cielo aperto.

L'idrovora di Licola che dovrebbe avere esclusivamente il compito di pompare acque (chiare) allo scopo di bonificare l’area, ma che spesso all’interno di essa confluiscono acque nere.

Il “letto” del canale di Quarto con i suoi scarichi che non riescono ad essere convogliati nel depuratore di Cuma ed arrivano direttamente a Licola, nel tratto di fascia costiera compreso tra Giugliano e Pozzuoli.

Insomma un dato decisamente inquietante. Una situazione infrastrutturale “incancrenita” che abbraccia varie zone e comuni dell’area flegrea.Da questa visione appare evidente che il futuro del litorale flegreo - domitio dipende dalle decisioni che saranno prese in futuro dalle Istituzioni (Comuni – Provincia- Regione) che dovrebbero, proprio in questo momento di particolare importanza per il futuro della costa flegrea,  dialogare tra loro.

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di Rosario Scavetta
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