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Prosegue la battaglia della famiglia puteolana

Pozzuoli, cresce il dramma in casa Cordua

I genitori: "Vogliamo più assistenza per i nostri ragazzi"

Pozzuoli, cresce il dramma in casa Cordua
30/05/2011, 09:05

POZZUOLI (NA) - Mimmo e Salvatore Cordua sono due fratelli puteolani di 30 e 28 anni, affetti dalla nascita da una grave forma di epilessia collegata ad alterazioni cerebrali, lesioni traumatiche e disturbo del comportamento. I due giovani hanno bisogno di un supporto continuo per compiere qualsiasi movimento. Invalidi al 100 per cento e beneficiari della legge 104/92, i ragazzi sono accuditi amorevolmente dai loro genitori, che cominciano a mostrare i primi segni di stanchezza e rabbia nei confronti degli enti, che non soddisfano la loro richiesta, quella di un’assistenza continua da prolungare anche nei giorni festivi. Ormai sono sempre più disperati i coniugi Procolo Cordua e Matilde D’Isanto, che dichiarano di essere disposti a tutto pur di vedere più tutelati i propri ragazzi.
Mimmo e Salvatore risultano, infatti, beneficiari dell’assistenza domiciliare integrata, un servizio organizzato e strutturato in modo da offrire una serie di prestazioni socio-assistenziali specifiche presso il domicilio dell’utente, completate da prestazioni sanitarie secondo un piano concordato tra operatori di Enti diversi. “Purtroppo prosegue il solito scarica-barile, nessuno si prende le sue responsabilità. In passato mi sono fatto carico di un’assistenza privata, ho speso circa 100 milioni di vecchie lire perché non c’erano ancora strutture adeguate per la riabilitazione dei miei due ragazzi; questi soldi non mi sono stati più risarciti. Ora ho denunciato tale situazione e sto aspettando una risposta. Intanto i nostri ragazzi continuano a vivere in queste condizioni, privati dell’aiuto necessario. Mimmo dovrebbe avere 13 ore di assistenza e invece ne fruisce solo di 3, mentre Salvatore continua a frequentare il centro, terminando alle 18, invece delle 15 così come richiesto da noi genitori. Tutto questo per evitare che possa avere un sostegno materiale in casa. E’ vergognoso, perché il Comune di Pozzuoli e l’Asl non tutelano i nostri figli?”. E’ un appello straziante quello lanciato da Procolo Cordua, padre di Mimmo e Salvatore, che racconta di “un’usura fisica e psicologica” che ormai caratterizza la sua vita e quella della moglie, Matilde D’Isanto. Il grido d’allarme della famiglia puteolana ha bussato anche alle porte della Regione Campania. Sulla questione è intervenuto alcuni mesi fa il dirigente del settore “Assistenza Sociale”, Antonio Oddati, che ha inviato più volte al comune di Pozzuoli, all’Ufficio Piano Sociale di Zona e all’Asl Na 2 Nord una missiva: “I coniugi, Matilde D’Isanto e Procolo Cordua, hanno portato a conoscenza dello scrivente Settore di essere stati ricevuti da alcuni rappresentanti delle Istituzioni in indirizzo per quanto concerne le forti condizioni di disagio assistenziale e familiare che il loro nucleo sta vivendo. Dal momento che, ad oggi, non è ancora giunta alcuna informativa in merito alle possibilità di intervento percorribili, per quanto di Vostra competenza, si sollecitano nuovamente le istituzioni a rendere noto allo scrivente Settore le iniziative intraprese, specialmente per ciò che riguarda la programmazione del Piano Sociale di Zona”.

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di Tiziana Casciaro
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