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Disatteso da molti l'obbligo del microchip

Pozzuoli, cresce il fenomeno del randagismo in periferia


Pozzuoli, cresce il fenomeno del randagismo in periferia
06/04/2011, 11:04

POZZUOLI (NA) - Abbandonati sul ciglio della via, vanno incontro alla morte sicura per fame o malattia, dopo aver subito un grande trauma, quale il distacco dal proprio padrone. Si tratta dei tantissimi cani, che soprattutto durante il periodo estivo vengono considerati un ingombrante fardello di cui ci si vuol liberare. Così i quattro zampe, un problema irrisolvibile per le famiglie che vogliono partire e non sanno chi affidare il proprio cane, rientrano velocemente a far parte di una nuova famiglia, quella dei “randagi”. Altri lasciano la loro vita nei canili, dove rinchiusi in gabbie sovraffollate, desiderano che qualcuno li liberi anche solo per una breve corsa; altri ancora muoiono sulle strade, provocando a volte incidenti con gravi danni a persone.
Sul territorio opera Il Rifugio Flegreo di Qualiano, canile convenzionato dal Comune di Pozzuoli. Tale struttura ospita circa 400 cani, di cui 100 a spese dell’ente comunale puteolano che paga per loro una retta giornaliera. “Solitamente- spiega un’impiegata- i cani restano qui per tutta la vita. Soltanto alcuni, di buona salute, vengono messi sul territorio dopo la sterilizzazione”. “Il comune di Pozzuoli non può raccogliere tutti i randagi per strada – prosegue - solitamente vengono portati qui i più bisognosi, quelli che hanno dunque necessità di cure o quelli che infastidiscono i cittadini. Credo sia necessario un maggiore sostegno da parte delle istituzioni per porre un freno a questo fenomeno, che sembra ormai una vera e propria abitudine estiva”. Il fenomeno del randagismo è in aumento soprattutto nelle aree periferiche di Pozzuoli, dove talvolta assume connotati più drammatici. Ma sono davvero tanti gli enti locali che disattendono le prescrizioni di legge in materia: le maggiori irregolarità riguardano anche la nostra Regione, che non sembra rispettare l’ordinanza di applicazione del microchip sottopelle. Il certificato di iscrizione dovrebbe accompagnare il cane in tutti i trasferimenti di proprietà. Una realtà lontana da quella di Monterusciello, dove gli enti preposti non hanno in dotazione neppure un apparecchio per la rilevazione e la lettura del microchip.

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di Tiziana Casciaro
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