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Il documento sarà dato ai prossimi candidati sindaci

Pozzuoli, il Progetto Legalità incontra la Diocesi

Si partirà dalla lettera scritta dal vescovo Pascarella

Pozzuoli, il Progetto Legalità incontra la Diocesi
28/03/2011, 16:03

POZZUOLI (NA) - La legalità non è un patrimonio di pochi: questo è il leitmotiv che contraddistingue il percorso intrapreso nella città di Pozzuoli, caratterizzato da un ciclo di quattro incontri e finalizzato ad elaborare un documento da sottoporre a tutti i prossimi candidati alla carica di sindaco e di consigliere comunale. “Consapevoli che varie scuole di ogni ordine e grado, diverse associazioni, comitati e parrocchie, singoli cittadine e cittadine, da anni si impegnano per questo fronte, quattro realtà associative (Coalit, Fondazione Paulus, SOS Impresa, Occhi sul Mondo Onlus) hanno ritenuto opportuno in questa fase proporre un percorso di partecipazione che, per ora, abbiamo chiamato chiaramente e semplicemente “Progetto Legalità”, per sua natura apartitico, sempre aperto a proposte e adesioni – rendono noto gli organizzatori, che hanno scelto come slogan per la realtà puteolana <<Pozzuoli 2011 – Ultima fermata, ultima occasione>> - Il periodo in cui si sceglie di agire vede molte città della Diocesi di Pozzuoli impegnate nella prossima campagna elettorale per eleggere i nuovi sindaci e i nuovi consigli comunali. Noi promotori riteniamo che chi si candida ad amministrare la città si impegni, in primo luogo, a far rispettare il principio della legalità. Sono stati così programmati quattro momenti di ascolto: con la scuola, lo scorso 21 marzo; con la chiesa nella giornata del 7 aprile; con il mondo del lavoro e con le associazioni. Il documento da cui partiranno le considerazioni e speriamo i contributi di quanti parteciperanno, sarà la Lettera Aperta alla Città di Pozzuoli che il Vescovo, Monsignor Pascarella, ha consegnato alla comunità lo scorso Natale”. Nella giornata di giovedì 7 aprile i lavori saranno introdotti dal professore Raffaele Sibilio, sociologo dell’Università Federico II; a seguire una serie di testimonianze con dibattito.

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di Tiziana Casciaro
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