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Proseguono gli incontri sul territorio flegreo

Pozzuoli, presentato il Patto Antiracket

Rete per la Legalità: "Basta racket e no alla camorra"

Pozzuoli, presentato il Patto Antiracket
30/03/2011, 12:03

POZZUOLI (NA) - Prosegue la sequela di progetti, messi in campo sul territorio dall’associazione “Rete per la Legalità”, che rappresenta uno dei più grandi sodalizi della Regione Campania e della Provincia di Napoli. Difatti, il gruppo annovera 15 associazioni e fondazioni, sorte per fronteggiare il dilagante fenomeno dell’usura. In seguito all’incontro avuto tra il Prefetto di Napoli, Andrea De Martino e Lorenzo Diana, coordinatore nazionale della Rete per la Legalità; Luigi Cuomo, coordinatore regionale e Alessandro Motta, responsabile dell’ufficio legale dell’associazione, è stata messa in calendario un’iniziativa pubblica, finalizzata a presentare il “Patto antiracket” sul territorio di Pozzuoli. “Il Prefetto, nell’incontro svoltosi in un quadro di cordiale e ampia intesa – rende noto l’associazione – ha esortato la Rete a continuare nel lavoro di diffusione delle attività di solidarietà alle vittime di racket e di usura e a far crescere la cultura della denuncia e della collaborazione con le forze dell’ordine, come accaduto anche di recente a Pozzuoli, dove un imprenditore ha denunciato i suoi estorsori, facendoli arrestare e sottoporre a processo. Lorenzo Diana ha confermato il massimo impegno del coordinamento nazionale e regionale nella direzione della crescita del fronte antiracket e antiusura, coinvolgendo maggiormente tutte le associazioni di categoria delle piccole e medie imprese della città, della provincia e della Regione”. Di grande rilevanza l’udienza del processo, che ha visto parte offesa Maurizio I., l’imprenditore bacolese e testimone di giustizia che ha denunciato i suoi estorsori, confermando la sua denuncia davanti ai giudici e agli imputati. La denuncia dell’impresario flegreo diede infatti il via alle indagini che hanno portato all’arresto di cinque affiliati al clan Longobardi; si tratta di Carmine Riccio, Marcello Moio, Silvio De Luca, Ferdinando Marcellino e Biagio Fruttaldo. Tutti e cinque sono accusati di aver estorto, dal 2005 al 2009, denaro con metodo mafioso all’imprenditore bacolese. Nei mesi scorsi, all’avvio di questo processo, si sono costituiti parte civile, insieme a Maurizio, l’associazione antiracket Sos Impresa, la Regione Campania, la Provincia di Napoli ed i Comuni di Bacoli e di Pozzuoli. “Il nostro augurio – afferma Luigi Cuomo - è quello che altri imprenditori di Pozzuoli e dell’area flegrea collaborino con le forze dell’ordine e con la magistratura, anche attraverso la nostra associazione. Per liberare le loro aziende, le proprie famiglie, loro stessi e il territorio bisogna dire insieme <<Basta racket e no alla camorra>>. Noi da vent’anni operiamo per questo traguardo ed è per questo motivo che a Pozzuoli è sorta la Fondazione Paulus”.

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di Tiziana Casciaro
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