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Il Coordinamento Civico Flegreo propone un piano alternativo

Pozzuoli, raccolte oltre 800 firme contro la discarica

L'area designata potrebbe essere quella del Castagnaro

Pozzuoli, raccolte oltre 800 firme contro la discarica
24/01/2012, 17:01

POZZUOLI (NA) - Sono circa 800 le firme raccolte dal Coordinamento Civico Flegreo, che nella mattinata di domenica ha allestito sul lungomare di via Pertini, a Pozzuoli, un gazebo informativo per sensibilizzare ed informare la cittadinanza in merito alla decisione presa dagli entisovracomunali di realizzare una discarica in una delle cave dismesse del territorio dei Campi Flegrei. A parlare è proprio l’accordo di programma, che ha visto partecipare in due incontri la Regione Campania, la Provincia di Napoli e i Comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto. Sul territorio dei Campi Ardenti sono state individuate ben 32 cave dismesse, di cui 16 a Pozzuoli, 8 a Bacoli, 4 a Quarto e a 4 a Monte di Procida. Al vaglio dei tecnici ci sarebbe, secondo alcune indiscrezioni, il territorio del Castagnaro, ai confini tra Quarto e Monterusciello. Il timore dei residenti della zona è che nelle due cave designate dalla Provincia possa essere depositato il “compost fuori specifica”, ovvero un derivato della lavorazione del rifiuto indifferenziato, che potrebbe così penetrare nelle falde acquifere, finendo con l’avvelenare il territorio circostante.
“Lo stato emergenziale perdura ormai da oltre diciassette anni e ciò non è altro che la conseguenza di gestioni incompetenti ed illecite, ma soprattutto è frutto dell’ostinata riproposizione di un sistema, il ciclo dei rifiuti basato sull’utilizzo di discariche ed inceneritori – denunciano i componenti del Coordinamento Civico Flegreo, che hanno già proposto un Piano Rifiuti Alternativo sia all’ente comunale di Pozzuoli che a quello di Quarto – Si tratta di un metodo non conforme alle direttive europee che indicano una gerarchia per il trattamento dei rifiuti che solo in via marginale prevede l’interramento in una discarica o il ricorso all’incenerimento di ciò che viene raccolto dal servizio dei rifiuti solidi urbani”. L’associazione flegrea, sorta nel 2008 per fronteggiare la crisi igienico-sanitaria, propone il riutilizzo e il riciclaggio come migliore opzione ecologica. “Chiediamo ai sindaci flegrei di non firmare quell’accordo, ma di adottare tutti i provvedimenti possibili per ridurre la quantità di rifiuti in strada ed un piano comunale che realizzi un’effettiva raccolta porta a porta estesa a tutto il territorio e finalizzata al riciclo delle materie – conclude il sodalizio - E’ necessario un Trattamento Meccanico Manuale, stile Vedelago, in grado di avviare anche gli scarti comunemente non ritirati dai vari consorzi di riciclo. Sversare i rifiuti nelle cave significa riproporre una logica che ha già procurato uno stato emergenziale e che ha poi dato adito alla criminalità organizzata di depositare qualsiasi tipo di materiale nocivo nei nostri terreni, a pochi passi dalle case in cui viviamo”.

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di Tiziana Casciaro
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