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Successo per i plessi del 2° Circolo Didattico

Pozzuoli, scuole in campo per le recite di fine anno

L'emergenza rifiuti vista dagli occhi dei più piccoli

Pozzuoli, scuole in campo per le recite di fine anno
06/06/2011, 12:06

POZZUOLI (NA) - Ha riscosso grande fervore la manifestazione messa in campo nella sala teatrale della scuola primaria “Elsa Morante” del 2° Circolo Didattico di Pozzuoli, diretto dal professore Vincenzo Boccardi. Al centro della rappresentazione la città di Napoli e le sue tradizioni popolari. Ma anche una delle principali problematiche che minaccia da tempo l’incolumità dei suoi cittadini: l’emergenza rifiuti. I piccoli studenti della II D, guidati dalla magistrale regia delle docenti Maria Pagliuso e Imma Palladino, hanno raccontato i disagi della crisi igienico-sanitaria, definendola con quel tocco di “napoletanità” come un caso davvero complicato. La città del sole, adagiata alle pendici del Vesuvio ed affacciata su uno dei golfi più belli della Penisola, si è vestita di colori e suoni con lo spettacolo messo in scena dagli alunni di classe seconda, che hanno danzato sulle note delle canzoni napoletane e indossato le vesti dei lavoratori tipici del capoluogo campano. Una città, quella di Napoli, dai mille volti, dalle tante contraddizioni, ma soprattutto dalla bellezza genuina, pura ed assoluta. Come quella degli studenti della scuola Morante che, spinti dagli applausi e dall’incoraggiamento delle insegnanti, hanno trasportato il folto pubblico nelle strette vie di Napoli, costellate da botteghe, bancarelle e circondate dagli odori della pizza, del caffè e dei suoi prelibati babà. Un successo che segue la manifestazione finale del progetto “Fabulando” della scuola “A. M. Ortese” del 2° Circolo di Pozzuoli. I piccoli allievi delle classi prima e seconda si sono impegnati nell’analizzare alcune fiabe classiche, manipolandole e realizzando con esse dei cortometraggi. Il giardino che circonda la scuola e le aule laboratorio sono state lo sfondo scenografico dei “piccoli attori”. Sotto la regia delle docenti, i piccoli sono stati in grado di “universalizzare” le fiabe, fondendo l’italiano con la lingua inglese e inserendo anche tocchi pittoreschi della lingua napoletana.

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di Tiziana Casciaro
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