Provincia / Napoli

Commenta Stampa

Presentata interrogazione parlamentare sulla Circumvesuviana

Luigi Di Maio: "In svendita il trasporto pubblico campano"

Presentata interrogazione parlamentare sulla Circumvesuviana
26/09/2013, 14:43

NAPOLI - A distanza di pochi giorni dal precedente, un nuovo incendio ha colpito un treno della Circumvesuviana. Dopo l'incidente del 18 settembre a Saviano, ecco quello del 23 a Scisciano, ma stavolta pare non ci siano molti dubbi sulle cause: problemi all'impianto elettrico per mancata manutenzione. Intanto, non passa giorno senza disagi di trasporto per centinaia di miglia di persone.
Già il 20 settembre, il M5S, nella persona del portavoce alla Camera Luigi Di Maio, ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro dei trasporti dove si chiede "quali siano le informazioni in possesso del ministro interrogato circa l'incidente verificatosi il 18 settembre e quali provvedimenti intenda assumere il Governo per fornire risposte a cittadini e lavoratori su una situazione che non solo rende pessima la qualità della vita degli utenti della linea Circumvesuviana, ma che rappresenta anche un pericolo per la pubblica incolumità".
Il MoVimento 5 Stelle Napoli riprende con forza tale domanda e la inoltra direttamente al Presidente della Regione Campania e al suo Assessore ai Trasporti, sottolineando che le responsabilità politiche dello sfacelo dei trasporti pubblici in Campania è tutta a loro carico, e che saranno intraprese iniziative locali per giungere alla salvaguardia di utenti e lavoratori, ma anche e soprattutto che non si tollereranno ulteriori degradi in un settore di primaria importanza quale quello della mobilità.
"In Regione Campania e soprattutto in provincia di Napoli - osserva ancora il vice-presidente della Camera, Luigi Di Maio - stanno svendendo il trasporto pubblico. Così come per la Telecom il piano è sempre lo stesso: prendere un'attività in crescita (comunicazioni, trasporti, etc), mettere a capo delle aziende pubbliche persone che le affossino, e poi venderle a due soldi. Invece le soluzioni per lasciare pubbliche queste aziende ci sono, e possono essere indicate dagli stessi dipendenti, che lavorano in queste aziende da anni e ne conoscono bene sprechi e margini di miglioramenti".

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©