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Nuovo ricorso dei legali in Cassazione per la scarcerazione

Processo Cosentino, Palazzo Chigi e Viminale parti civili

Camorra, favori ai Casalesi:21 complessivamente gli imputati

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Processo Cosentino, Palazzo Chigi e Viminale parti civili
09/05/2013, 10:40

SANTA MARIA CAPUA VETERE - Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha accolto la richiesta di costituzione di parte civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel processo che vede imputato l’ex deputato del Pdl Nicola Cosentino per i reati di corruzione e reimpiego di capitali illeciti, aggravati dall’aver agevolato il clan camorristico dei Casalesi in relazione al progetto per la costruzione di un centro commerciale, mai realizzato, nei pressi di Casal di Principe. Per il presidente del collegio giudicante, Orazio Rossi, la presidenza del Consiglio è pienamente legittimata essendo la corruzione un reato contro la pubblica amministrazione, di cui Palazzo Chigi rappresenta il vertice. Per lo stesso capo di imputazione il collegio ha invece rigettato la richiesta di costituzione civile del Ministero dell’Interno. Già costituita invece l’Unicredit, la banca alla quale si sarebbe rivolto Cosentino per ottenere un prestito da 5,5 mln di euro, prima concesso e poi bloccato. Con l’ex sottosegretario, attualmente detenuto nel carcere di Secondigliano, sono imputati altri 20 soggetti per reati che vanno dall’associazione camorristica al falso, dall’abuso d’ufficio al voto di scambio, reato che si sarebbe consumato alle elezioni amministrative del 2008 e del 2010. Per quest’ultimo capo d’accusa, così come per la fattispecie associativa, il Tribunale ha ammesso la costituzione di parte civile del Viminale e della Presidenza del Consiglio tenuto conto tanto del “danno all’immagine subito dalla Pubblica amministrazione” e del danno economico collegato alle risorse utilizzate “nella lotta contro la criminalità e per tenere le elezioni”. In aula non era presente l’ex deputato del Pdl; era presente, invece, visibilmente dimagrito, l’imprenditore Gaetano Iorio, nonno del quattordicenne Emanuele Di Caterino ucciso un mese fa in una rissa ad Aversa. Per quattro indagati che avevano chiesto il rito abbreviato in fase preliminare del processo, il giudice Rossi ha deciso che, in caso di condanna, applicherà la 'diminuente' del rito abbreviato. Intanto, i legali di Cosentino hanno presentato il ricorso alla Suprema Corte di Cassazione sulla decisione del tribunale del Riesame di Napoli di non rimettere in libertà l’ex sottosegretario.

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di Emilio di Cioccio
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