Provincia / Caserta

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Nuove accuse per l’ex deputato detenuto a Secondigliano

Processo Cosentino, pentito in aula parla di legami con i Casalesi

Il 22 aprile sarà ascoltato l’ex "re" dei rifiuti, Vassallo

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Processo Cosentino, pentito in aula parla di legami con i Casalesi
09/04/2013, 10:54

SANTA MARIA CAPUA VETERE - Dai palazzi costruiti, negli anni ’90, al centro direzionale di Napoli da ditte della famiglia Cosentino, alla campagna elettorale degli Schiavone a Casal di Principe per sostenere i candidati locali, così come già descritto in una lettera indirizzata ai pm della Dda. Di questo ha parlato il collaboratore di giustizia Francesco Cirillo, camorrista dalla fine degli anni ’80, pentito dal ’98, nell’ambito del processo a carico dell’ex sottosegretario alla Economia Nicola Cosentino, in carcere dal 15 marzo, con l’accusa di concorso esterno in associazione camorristica. “Scrissi una lettera al pm Milita dopo che vidi, nel 2009, l’onorevole Cosentino che in televisione diceva che la sua famiglia non aveva mai avuto a che fare con il clan dei Casalesi. Così decisi di dire la mia versione”, è cominciata così la deposizione di Cirillo, in videoconferenza da una località protetta, davanti ai giudici del collegio C della prima sezione penale del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il pentito scrisse la lettera l’11 novembre del 2009, dopo l’emissione dell’ordinanza firmata dal gip Raffaele Piccirillo; lettera mai messa agli atti del processo. Ricorda ancora il pentito: “Vidi nell’auto di mio zio, Nicola Cirillo, ucciso poi in un agguato di camorra nel ’97, dei manifesti con i nomi di alcuni candidati alle elezioni e tra di loro c’era anche quello di Cosentino”. “Ricordo anche - prosegue Cirillo - che qualche volta mi recavo al Centro Direzionale di Napoli dove i fratelli Cosentino avevano preso un appalto per la costruzione di un palazzo e trovavo a lavorare in quel cantiere, come muratori, Michele e Renato Bidognetti, fratelli del boss Francesco”. A questo punto uno dei legali di Cosentino, De Caro, ha domandato: “Signor Cirillo, stando alla sua versione, il clan Schiavone avrebbe appoggiato Nicola Cosentino, ma ricorda a quando risale questo appoggio?”. “Alla fine degli anni ottanta, credo”, è stata la risposta. La prossima udienza è prevista per il 22 aprile, giorno in cui verrà ascoltato il principale accusatore di Cosentino, l’imprenditore dei rifiuti, legato a doppio filo con i Casalesi, oggi pentito, Gaetano Vassallo.

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di Emilio di Cioccio
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