Provincia / Caserta

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La decisione è del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere

Processo Cosentino, respinta istanza di revoca dell’arresto

In aula i pentiti parlano di patti elettorali con i Casalesi

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Processo Cosentino, respinta istanza di revoca dell’arresto
05/03/2013, 10:52

SANTA MARIA CAPUA VETERE - Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha respinto l’istanza di revoca dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Nicola Cosentino, nel procedimento in cui il parlamentare uscente del Pdl è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per presunti rapporti con il clan dei Casalesi. La decisione è stata adottata dal collegio C della prima sezione penale del Tribunale, presieduta da Giampaolo Guglielmo; il tribunale si è riservato di depositare le motivazioni nei prossimi giorni. Cosentino, se l’ordinanza non dovesse essere revocata dal Riesame, potrebbe essere arrestato nel momento in cui decadrà dalla carica di deputato, ovvero quando si insedierà il nuovo Parlamento. Sull’istanza, presentata dagli avvocati Stefano Montone e Agostino De Caro, avevano espresso parere negativo i pm della Dda. Un’analoga richiesta di revoca, riguardante un diverso procedimento in cui Cosentino è imputato per il finanziamento di un centro commerciale di Casal di Principe, è ancora al vaglio del Tribunale. Intanto, davanti al collegio C è in corso di svolgimento il processo Eco4 che vede imputato Cosentino per concorso esterno in associazione mafiosa. E ieri, nel corso di una nuova udienza, sono stati escussi i pentiti Alfonso e Luigi Diana. “La famiglia Schiavone appoggiava alle elezioni Cosentino, tramite Peppe Russo, alias ‘o padrino’, che era sposato con una sorella del politico. Me lo disse Aniello Bidognetti; erano gli anni 1994-1995”. E’ quanto ha dichiarato il pentito Alfonso Diana, sentito in videoconferenza. Parole che lo stesso pm Alessandro Milita ha contestato visto che nel 2011 Alfonso Diana aveva affermato di non essersi “occupato di nessuna campagna elettorale”. “Col tempo ho iniziato a ricordare”, ha risposto il pentito. Prima di lui, è stato ascoltato il fratello, Luigi Diana, che ha ricordato come alle provinciali del 1990 Walter Schiavone, fratello del boss “Sandokan”, lo riprese dopo averlo visto al bar di Casal di Principe mentre prendeva un caffè con il fratello di Cosentino: “Walter mi disse che non dovevo fare campagna per Nicola Cosentino”. Luigi Diana ha poi raccontato come il clan fece cadere nel’94 la giunta di Renato Natale, eletto sindaco a Casale per il Pds solo pochi mesi prima. “Quando Natale fu eletto, Walter Schiavone mi disse che la giunta doveva cadere per sbloccare gli appalti”, ha concluso il pentito.

 

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di Emilio di Cioccio
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