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Legami con i Casalesi, i pentiti vanno in contraddizione

Processo Cosentino, scontro in aula tra accusa e difesa

Accuse per l’ex senatore Coronella, che annuncia querele

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Processo Cosentino, scontro in aula tra accusa e difesa
26/03/2013, 11:31

SANTA MARIA CAPUA VETERE - Scontro tra accusa e difesa in aula nel processo a carico di Nicola Cosentino, accusato di concorso esterno ad associazione a delinquere di stampo mafioso per le vicende legate allo smaltimento rifiuti gestito dal consorzio Eco4. E sono ancora le incertezze dei pentiti sulle date alla base delle tensioni tra le parti. “Seppi che il clan Schiavone appoggiava Cosentino prima del 1993. Prima, dunque, dell’arresto del boss Francesco Bidognetti”, dice il pentito Alfonso Diana. “Le contesto che, in un verbale del 2011, lei disse che, nel 1995, quando si trovava ai domiciliari, si parlava delle elezioni di Cosentino. Si può sapere, allora, in quale data ascolta questa informazione?”, incalza Stefano Montone, uno dei legali dell’ex sottosegretario, in carcere dallo scorso 15 marzo. “Non ricordo”, replica il pentito. L’udienza, che si è svolta nel Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, è stata interamente dedicata all’escussione di collaboratori di giustizia da parte della difesa. Diana ha anche rivelato, su sollecitazione del legale Montone, di essere un parente dell’ex senatore Lorenzo Diana, ora alla guida del consorzio che gestisce il mercato dell’ortofrutta a Napoli. Prima di Alfonso Diana, ascoltato il fratello Luigi, anche lui collaboratore di giustizia dal 2005 che, come sottolineano gli avvocati di Cosentino, ha cominciato a parlare dell’appoggio della camorra all’elezione dell’ex parlamentare solo nel 2010, dopo l’emissione della prima ordinanza, risalente al 2009. Il nome di un altro politico, inoltre, è stato fatto da un altro collaboratore di giustizia, Francesco Cantone, di Trentola Ducenta. Si tratta di Gennaro Coronella, che Cantone ha riferito essere “colluso con il clan”. Immediata la replica dell’ex senatore del Pdl, che ha annunciato azioni legali al riguardo. Sulla vicenda degli assegni, provento di 'pizzo', che avrebbe monetizzato il fratello di Nicola Cosentino, Giovanni, titolare dell’impresa “Aversana Petroli”, Cantone ha precisato che i Cosentino non erano i soli imprenditori a cambiare assegni. “C’erano anche i Passarelli, i Balivo di Trentola Ducenta, i Traettino di Villa Di Briano e Cipriano Chianese di Parete”.

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di Emilio di Cioccio
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