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Procida, vedova rischia di essere una nuova clochard


Procida, vedova rischia di essere una nuova clochard
11/02/2012, 14:02

L’Avvocato Bruno Molinaro: “nel caso di specie il Comune non può mettere in esecuzione il provvedimento del Giudice, ancorché sia stato delegato dalla Procura generale di Napoli perché le sentenze contenenti gli ordini di abbattimento debbono essere eseguite soltanto dal Pubblico Ministero. Dinanzi alle dichiarazioni dell’Avvocato Molinaro, l’Amministrazione comunale voluta dall’Onorevole Luigi Muro e guidata dal Sindaco Vincenzo Capezzuto, avrà veramente il coraggio di procedere all’abbattimento del tugurio di via Morea? di Gennaro Savio A Procida, l’isola dalle case straordinariamente variopinte e dai panorami mozzafiato dove l’indimenticabile attore napoletano Massimo Triosi ha girato “Il Postino”, il suo ultimo film, la quiete di questa Terra di pescatori e naviganti sta per essere interrotta dalla tragedia sociale di un nuovo, imminente e drammatico abbattimento di una prima casa di necessità. Ma questa volta ad andare giù, sarà una casetta particolare e abitata da una donna a cui la vita ha riservato solo problemi e amarezze. Si, avete capito bene. A Procida, in via Morea sta per essere abbattuta una casa di appena 20 mq. abitata, tra l’altro, da una donna vedova, povera e sola: da non credere! La signora Elisabeth, donna dalla grande dignità, ci ha mostrato il suo tugurio. Un ripostiglio, il cucinino e un bagnetto, tutto qui e per dormire apre una brandina nel pochissimo spazio tra il lavandino della cucina e quello del bagno: da non credere! Elisabeth, di origine peruviana, col suo fare gentile e ospitale tipico della gente semplice, ci ha fatto accomodare e ci ha raccontato la sua storia. L’arrivo in Italia, la speranza di una vita dignitosa, il matrimonio, la nascita della figlia e la necessità di costruirsi una casa che il cognato e il marito le realizzarono con le proprie mani tra il 1994 e il 1995. “E’ piccola, è vero, ma per me questa casa è tutto, ha sussurrato Elisabeth, con la sua voce delicata, mi rende felice averla”. E come darle torto se è l’unico bene che possiede? La cosa drammatica è che oggi Elisabeth, lontana dal suo Paese da oltre trent’anni, per tirare avanti vive di espedienti. E’ povera, troppo povera per potersi permettere il lusso di pagare il Canone TV, e ha dovuto rinunciare persino alla televisione, scelta che la rende ancor più sola e isolata dal mondo. Poi le abbiamo chiesto del marito, Antonio, morto di infarto a soli cinquantaquattro anni. “E’ morto dopo un mese dall’abbattimento dell’unica casa di Nuccia. Ricordo che quando tornò a casa si mise sul divano e piangeva. Da allora non ha trovato più pace, soffriva troppo”. Nel mentre la intervistavamo, la signora Elisabeth ha voluto pubblicamente ringraziare il suo legale di fiducia. “Devo ringraziare molto all’Avv. Bruno Molinaro, e indipendentemente da come andranno le cose, gli sarò sempre grata perché è stata l’unica persona che ha ascoltato la mia supplica e ha capito il mio problema a 360 gradi cosa che non hanno fatto i giudici”. Visto che ad abbattere dovrà essere il Comune, abbiamo chiesto in diretta telefonica all’Avvocato Molinaro se l’azione del Comune sia legittima o meno. “E’ da tempo che mi occupo di casi come questo, ha affermato Molinaro, ma devo dire che in questo caso si è toccato il fondo e come dicevano i latini ‘il sommo diritto equivale a somma ingiustizia’. Nel caso di specie il Comune non può mettere in esecuzione il provvedimento del Giudice, ancorché sia stato delegato dalla Procura generale di Napoli perché le sentenze contenenti gli ordini di abbattimento debbono essere eseguite soltanto dal Pubblico Ministero. Non lo dico io ma lo dice l’Articolo 665 del codici di Procedura penale. L’azione del Comune e della Procura viola con tutta evidenza anche gli Articoli 61 e 62 del Testo Unico delle spese di giustizia secondo cui il Magistrato che cura l’esecuzione chiede l’intervento soltanto del Genio Militare o di imprese private. Una terza via non è praticabile. Quindi, ha sottolineato l’Avvocato Bruno Molinaro, non è consentito delegare al Comune l’esecuzione dell’ordine del Giudice, Questo lo ha detto la Cassazionea a Sezione unite già nel lontano 1996 con la nota sentenza Monterisi con la quale si è stabilito che non è neppure ipotizzabile che l’esecuzione di un provvedimento adottato dal Giudice venga affidata alla Pubblica Amministrazione. Non è a mia avviso esagerare ritenere che in questo caso laddove l’esecuzione dovesse essere portata a compimento, ci sia in presenza di un caso di manifesta violazione del diritto produttivo di responsabilità risarcitoria, anche in relazione a quanto previsto dalla normativa comunitaria sulla responsabilità civile dei Magistrati nell’esercizio delle loro funzioni”. Dinanzi alle dichiarazioni dell’Avvocato Molinaro, l’Amministrazione comunale voluta dall’Onorevole Luigi Muro e guidata dal Sindaco Vincenzo Capezzuto, avrà veramente il coraggio di procedere all’abbattimento del tugurio di via Morea? Staremo a vedere. Intanto alla signora Elisabeth giunge la solidarietà umana, sociale e politica di Domenico Savio, Coordinatore del Movimento per il Diritto alla Casa delle Isole di Ischia e Procida. Chi poco conosce la storia politica, amministrativa, istituzionale e sociale della regione Campania non può capire quanto la gente semplice e onesta sia stata vittima di un sistema che volutamente non ha messo i cittadini in condizione di costruirsi la casa nella legalità favorendo di fatto, così, il dilagare dell’abusivismo edilizio che ha rappresentato un potente strumento di clientelismo politico ed elettorale e, al momento opportuno, anche di ricatto verso la povera gente e che ha fatto le fortune elettorali, soprattutto a livello locale, di partiti e uomini politici di tutti gli schieramenti. Inoltre, il fatto che a fronte di un fenomeno dalle proporzioni spaventose ad essere abbattute siano solo le case dei comuni mortali mentre la grossa speculazione edilizia affaristica della casta continua a non essere toccata, dovrebbe far riflettere e non poco anche coloro che con spudorato falso moralismo si sollazzano per un improbabile ripristino della legalità che in questo caso si sta rivelando sempre più il calpestare del diritto alla casa di poveri cristi: assurdo! Pensate che nel mentre uscivo dalla casa della signora Elisabeth, il messo comunale Le ha notificato il provvedimento con cui la società addetta deve staccare alla sua umile casa le utenze dell’acqua e della luce senza le quali non dovrebbe restare neppure una bestia. E pensare che la condanna definitiva e senza possibilità di appello per Elisabeth è avvenuta nel momento in cui il Senato approvava il decreto svuota-carceri. Come dire, si premiano i delinquenti e si condannano gli innocenti e gli inermi: complimenti Italia!

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di Redazione
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