Provincia / Area Flegrea

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Un confronto sulla libertà di impresa e del lavoro

Progetto Legalità per Pozzuoli: l'incontro con i lavoratori

Prosegue la battaglia contro la criminalità organizzata

Progetto Legalità per Pozzuoli: l'incontro con i lavoratori
25/04/2011, 12:04

POZZUOLI (NA) - E’ stato messo in calendario per giovedì 28 aprile, presso la sede della Biblioteca Civica di Palazzo Toledo, l’incontro del “Progetto Legalità per Pozzuoli”. La manifestazione, dedicata interamente al mondo del lavoro e delle attività produttive, vedrà la partecipazione dei sindacati dei lavoratori e dei rappresentanti delle imprese, che si confronteranno sul tema della libertà di impresa e del lavoro dalla criminalità organizzata. L’incontro, introdotto da Michela Mancini, portavoce del “Progetto Legalità per Pozzuoli” e moderato da Luigi Cuomo, coordinatore nazionale di Sos Impresa, vedrà gli interventi anche del sociologo Marcello Ravveduto, presidente del coordinamento “Libero Grassi” e coordinatore del blog “Strozzateci tutti”. Con giovedì si terrà dunque la terza tappa del progetto, caratterizzato da quattro incontri e volto ad elaborare un documento da sottoporre a tutti i prossimi candidati alla carica di sindaco e di consigliere comunale. Di grande rilevanza i due incontri precedenti con il mondo della scuola e della Chiesa; fondamentale la partecipazione dei giovani, che hanno aderito al progetto Comenius dell’Isi Tassinari di Pozzuoli ed hanno letto brevi brani tratti da scritti sul tema della legalità partecipata. La prima manifestazione a Pozzuoli è nata in occasione della sedicesima edizione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, promossa da Libera e Avviso Pubblico. Una ricorrenza importante per non dimenticare le vittime innocenti della mafia e per rinnovare, soprattutto, in onore di quelle vittime la lotta alla criminalità organizzata. “Il nostro augurio è quello che gli imprenditori di Pozzuoli e dell’area flegrea collaborino con le forze dell’ordine e con la magistratura, anche attraverso la nostra associazione. Per liberare le loro aziende, le proprie famiglie, loro stessi e il territorio bisogna dire insieme <<Basta racket e no alla camorra>>. Noi da vent’anni operiamo per questo traguardo ed è per questo motivo che è sorta la Fondazione Paulus” ha dichiarato Luigi Cuomo. Dal 1997 prosegue, intanto, la battaglia di Michela Mancini che con la sua associazione opera in Italia e negli altri Paesi del mondo. “Sono impegnata ormai da quattordici anni nell’opera di formazione ed informazione sui diritti umani – ha raccontato - Tutto è nato da alcuni scambi epistolari con detenuti rinchiusi nel braccio della morte in Texas”. Nel marzo del 2008 è nato il suo primo figlio, Paolo. Paolo ha un nome emblematico: quello del primo condannato a morte con cui Michela cominciò a corrispondere, per dare conforto a chi non aveva più né famiglia, né amici.

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di Tiziana Casciaro
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