Provincia / Caserta

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Sequestrate 2 case di appuntamento, a Carinaro e Pozzuoli

Prostitute on-line, 12 arresti dell’Arma -video

Tra i fermati anche un commercialista ed un vigile urbano

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Prostitute on-line, 12 arresti dell’Arma -video
24/01/2014, 11:36

MONDRAGONE – Accusate di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, dodici persone sono risultate destinatarie di altrettanti provvedimenti di custodia cautelare (tra carcere e domiciliari) eseguiti, all’alba di stamani, dai carabinieri della compagnia di Mondragone. Il gruppo, attivo tra le province di Caserta e Napoli, aveva creato anche un call-center che guidava i clienti fino a destinazione e attivato canali internet per la promozione delle ragazze. Tra gli arrestati anche un commercialista ed un vigile urbano. Le indagini, partite verso la fine del 2012 e coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, si sono avvalse soprattutto, anche se non solo, di intercettazioni telefoniche e ambientali e hanno riguardato, in particolare, la gestione di due abitazioni (una sita a Carinaro, l’altra a Pozzuoli), apparentemente “centri di massaggi”, in realtà autentiche case di prostituzione di giovani donne, italiane e straniere. Ognuno degli appartenenti al sodalizio criminale rivestiva, in seno allo stesso, un ruolo ben preciso e aveva una specializzazione: c’era chi gestiva e organizzava le due case di prostituzione; il proprietario dell’immobile sito in Carinaro, con la piena consapevolezza dell’attività che si svolgeva al suo interno, pretendeva il pagamento di un canone di locazione maggiorato rispetto a quello di mercato; altri soggetti si occupavano di pubblicizzare le due case di appuntamenti; una delle prostitute si occupava di reclutare altre giovani disposte, come lei, a lavorare nelle case; giovani donne dalla voce suadente erano addette a ricevere le telefonate dei clienti; un altro indagato si occupava di trasportare le giovani donne dalle rispettive abitazioni fino al luogo di lavoro; una delle indagate curava l’aspetto fisico delle giovani prostitute; un commercialista di Napoli approntava la documentazione fiscale e curava le pratiche burocratiche volte a conferire alla casa di Carinaro una parvenza di legalità. Un altro dei soggetti coinvolti, Vincenzo Picone, è un vigile urbano di Carinaro, accusato del reato di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, in quanto, in cambio di prestazioni sessuali da parte delle giovani prostitute, ometteva di segnalare le illiceità riscontrate nel corso delle sue visite nella villetta. Desolante e turpe il caso di una mamma che, in sostituzione di una delle figlie, momentaneamente indisposta, assicurava il rimpiazzo della stessa sul posto di lavoro con l’altra giovane figlia.

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di Emilio di Cioccio
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